Kaliningrad, la Russia in Europa

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Kaliningrad, la Russia in Europa

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Se prendete la cartina dell’Europa e guardate il Mar Baltico, dove si affacciano le Repubbliche Baltiche, ossia Lituania, Lettonia ed Estonia, noterete una cosa strana. Stretta tra Lituania e Polonia, sul Mar Baltico, c’è una terra senza nome.. su cui spicca una sola città: Kaliningrad.
Cos’è questo luogo? È un’oblast russo che si chiama come la sua città principale, Kaliningrad appunto, e che costituisce un’exclave russa in Europa.

Prima di andare avanti..

Cos’è un’oblast?
L’oblast è un tipo di suddivisione territoriale presente in alcuni Stati slavi e ex repubbliche sovietiche: corrisponde grossomodo alla regione o alla provincia. (cit. Wiki versione it).

Cos’è un’exclave?
Un’exclave è una parte di estensione minoritaria del territorio di uno Stato che è separata dalla parte maggioritaria del territorio dello Stato di appartenenza; se fosse completamente circondato dal territorio di un altro singolo Stato allora sarebbe un’enclave. (cit. Wiki versione it).

Quindi..
Kaliningrad è un’oblast in quanto regione della Russia ed è un’exclave perché pur essendo parte della Russia è divisa da essa ed è circondata da due stati stranieri: Polonia e Lituania.

Tornando a noi..
Perché si è verificato questo fatto? Come è nata Kaliningrad?

 

Un porto della Prussia

Originariamente Kaliningrad era parte della Prussia Orientale..

Cos’è la Prussia, o meglio cos’era..?
A seguito della dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806 e dopo il Congresso di Vienna del 1815, i vari principati della Germania ottennero la sovranità nominale, ma il processo di unificazione che culminò con la creazione dell’Impero Tedesco nel 1871 produsse una nazione che era costituita da vari territori e stati, dominati da uno di questi: il Regno di Prussia; le Province prussiane coprivano circa il 60% del territorio dell’Impero tedesco. 

In ogni caso..

Kaliningrad o meglio Königsberg, come si chiamava originariamente, era parte dell’Impero Tedesco, quindi era tedesca, lo era sempre stata: venne fondata nel 1255 dai cavalieri teutonici.
Con il tempo la città crebbe di importanza fino a diventare la maggiore città della Prussia Orientale, grazie alla sua posizione strategica che la rendeva un porto di primaria importanza.

Una curiosità.
Nel 1724 qui nacque Immanuel Kant, uno dei più noti filosofi tedeschi e, certamente, tra i più importanti filosofi occidentali della storia. Kant visse qui tutta la vita, rifiutandosi di lasciare la città anche di fronte a offerte di importanti università e qui morì nel 1804.

Ma quindi come mai la Königsberg tedesca è diventata la Kaliningrad russa?

 

Dalla Prussia alla Russia

La storia di Königsberg ebbe un brusco cambiamento con la seconda guerra mondiale.

Nell’agosto del 1944 la città venne quasi interamente distrutta dall’aviazione militare britannica, a gennaio del 1945 l’Armata Rossa cinse d’assedio la città: l’assedio durò 4 mesi, ad aprile Kaliningrad si arrese ai sovietici.

Con gli accordi post bellici l’allora Unione Sovietica si aggiudicò Königsberg e un’ampia porzione di territorio che la circondava. Il suo porto era (ed è!) di primaria importanza: grazie alla sua posizione geografica oggi costituisce il solo porto russo a non gelare in inverno, insieme ad un porto secondario costruito a pochi chilometri. Qui può essere posizionata una flotta tutto l’anno.

Kaliningrad acquisì il suo attuale nome proprio con l’annessione alla Russia: deriva da Kalinin un politico e rivoluzionario russo che qui non mise mai piede.

Il nome russo fu il primo passo: dal 1946 al 1949 Kaliningrad venne russificata.
La popolazione tedesca venne espulsa
(e, in parte, scappò spontaneamente) e sostituita con abitanti della Russia interna, oltre 300mila persone provenienti da varie regioni della Russia.
Gran parte dei monumenti tedeschi non andati distrutti nei bombardamenti vennero demoliti.

Durante la Guerra Fredda Kaliningrad divenne un luogo strategico precluso agli stranieri: qui vi era la famosa Flotta del Baltico.

Nel 1991 con la caduta dell’Unione Sovietica, Kaliningrad divenne un’exclave russa dato che la Polonia e la Lituania divennero stati indipendenti; quando poi Polonia e Lituania entrarono prima nella NATO e, successivamente, nell’Unione Europea Kaliningrad fu ancora più isolata.

Tra l’altro, proprio con la caduta del comunismo, alcuni dei profughi tedeschi espulsi o fuggiti da Kaliningrad tra il ’46 e il ’49, molti dei quali all’epoca ancora bambini, tornarono a Kaliningrad per rivedere quelle che furono le loro case, spesso portando doni ai nuovi proprietari in cambio di una fugace visita, in una sorta di triste turismo nostalgico che fece sperare agli abitanti di Kaliningrad in una possibile assimilazione alla ricca Germania.. assimilazione che non avvenne mai.

All’inizio il governo russo volle far credere che Kaliningrad sarebbe diventata una sorta di Hong Kong europea: un territorio ricco, benedetto da privilegi e regole speciali.. non fu così.
Caduto il comunismo, dissolta l’URSS, l’unica economia della nazione divenne quella sommersa, illegale, nelle mani delle mafie. Droga, prostituzione, contrabbando (soprattutto della famosa ambra del mare del nord ma non solo): di questo viveva Kaliningrad.
E mentre questo scampolo di ex-Unione Sovietica sprofondava nella miseria, l’unico dato rilevante divenne la percentuale altissima di persone sieropositive: qui dal 2000 l’AIDS è vicina alle percentuali di alcuni paesi africani.

Oggi nella regione di Kaliningrad vivono meno di un milione di persone (considerate che la regione è di 15mila km2) con un reddito annuo pro capite inferiore ai 7000 euro.

 

Cosa c’è da vedere oggi a Kaliningrad?

Come dicevamo la città è stata distrutta durante il secondo conflitto mondiale e quello che è sopravvissuto e che ricordava il suo passato tedesco, come i vari monumenti, venne demolito per ordine di Mosca.

La città venne ricostruita negli anni ’60 in stile sovietico nell’ottica della russificazione della zona.. ma qualcosa di antico è rimasto:

  • la tomba di Immanuel Kant;
  • la cattedrale medioevale;
  • le 7 Porte di Königsberg, che sono ciò che resta delle antiche fortificazioni prussiane.

Vi è poi la Casa dei Soviet, iniziata nel 1970, costata miliardi di rubli e tutt’oggi incompiuta; la casa venne costruita sull’antico Castello di Königsberg, demolito dai sovietici.

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La Casa dei Soviet, Kaliningrad, Russia.

 

Kaliningrad e la guerra di oggi

Di Kaliningrad si è parlato molto in questi giorni (siamo a luglio del 2022), in seguito alle crescenti tensioni tra Russia e Europa nell’ambito della guerra in Ucraina.

La Lituania ha infatti bloccato i collegamenti tra Kaliningrad e Bielorussia (quindi la Russia..) isolando l’exclave. Ovviamente questo potrebbe essere visto da Putin come un pretesto di guerra.

Ed ecco che Kaliningrad torna al centro della politica europea.

 

Ascolta “Ep150 – Kaliningrad, la Russia in Europa” su Spreaker.


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