Gli stati europei a riconoscimento limitato

Europa Grand Tour

Gli stati europei a riconoscimento limitato

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Ci sono nel mondo degli stati che non sono ufficialmente riconosciuti dalla comunità internazionale o, se lo sono, non ne hanno il pieno riconoscimento, ossia alcuni stati del mondo non ne riconoscono la sovranità.

Tra gli stati a riconoscimento limitato vi sono anche casi insospettabili: forse il più eclatante è la Cina, paese non riconosciuto da 14 paesi membri dell’ONU che riconoscono Taiwan.. il tutto è reso ancora più surreale dal fatto che la Cina è essa stessa un paese membro dell’ONU; ah, una curiosità: anche la Santa Sede non riconosce la Cina.

In Europa, intesa come continente, vi sono diversi paesi a riconoscimento limitato: il Kosovo, la Repubblica Popolare di Doneck, la Repubblica Popolare di Lugansk, l’Ossezia del sud, l’Abcasia, la Transnistria, Cipro del nord.

 

Il Kosovo

Innanzitutto: dov’è il Kosovo?
Nei Balcani, bravi.. ma dove di preciso?! E qui vi volevo! Non lo sapete, giusto?
Allora il Kosovo si trova tra Montenegro, Serbia, Albania e Macedonia del Nord. La sua capitale è Pristina.

Il Kosovo, come forse molti di voi ricorderanno, è stato teatro di una pulizia etnica nel 1999 ad opera del governo serbo, contrastata dalla guerriglia armata delle forze kosovane-albanesi indipendentiste sostenute da gran parte della popolazione.
Senza entrare nei dettagli di quella che è stata a tutti gli effetti una guerra civile, come risultato il paese è finito sotto l’amministrazione dell’ONU.

Il Kosovo si è autoproclamato indipendente dalla Serbia il 17 febbraio 2008, in seguito ad un referendum interno in cui il 98% dei votanti ha votato per l’indipendenza: la Serbia, in risposta, ha subito dichiarato di non riconoscerne l’indipendenza.

Da questo ne è scaturito un lungo tira molla che si è, più o meno, concluso nel 2020, quando l’indipendenza del Kosovo è stata riconosciuta da 96 stati membri dell’ONU.
Tra i paesi che riconoscono il Kosovo vi sono gran parte degli stati europei, ma esclusi Grecia, Cipro, Spagna, Romania e Slovacchia: questo per problemi legati ai movimenti secessionisti interni; nei Balcani non riconoscono il Kosovo la Bosnia ed Erzegovina e la Serbia.

Perché il Kosovo si è dichiarato indipendente?
Alla base di tutto vi era un problema etnico: anche quando era una regione della Serbia, il Kosovo è sempre stato a maggioranza albanese e non serba.
Inoltre vi è il problema religioso: la stragrande maggioranza dei kosovani è mussulmana (oltre il 95%), mentre in Serbia la maggior parte della popolazione è cristiana ortodossa.

 

La Transnistria

La Transnistria si è dichiarata indipendente nel 1990.. ma si tratta di uno stato indipendente de facto, non riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU. La Transnistria è considerata, dal resto del mondo, fatte salve altre piccole repubbliche non riconosciute come l’Abcasia, parte della Repubblica di Moldavia.

Questa nazione è costituita da una striscia di terra allungata e stretta, che si estende lungo quasi tutto il confine est/nord-est della Moldavia, sulla sponda orientale del fiume Nistro, dove la Moldavia confina con l’Ucraina.. infatti il suo nome significa oltre o presso il Nistro.

L’origine della Transnistria si deve ad un problema etnico: qui i moldavi sono una minoranza, mentre la maggioranza è costituita da russi e ucraini.
Di fatto questo stato esiste solo grazie al sostegno politico ucraino e russo e, soprattutto, alla forza militare russa che qui ha in stanza un’armata da oltre 30 anni!

Ho trattato diffusamente della Transnistria nella puntata n55 ad essa dedicata, a cui rimando

 

Le Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk

Questi due piccoli stati “indipendenti” si sono autoproclamati tali lo stesso giorno: il 12 maggio 2014, con un referendum popolare, prima erano parte dell’Ucraina.

Inizialmente queste due repubbliche avrebbero dovuto fare un accordo di unione con la Russia, ma poi il progetto è stato abbandonato.
Oggi le due repubbliche si riconoscono come indipendenti l’un l’altra e hanno il riconoscimento da parte dell’Ossezia del sud.. ma nessun’altra nazione le riconosce come indipendenti, neanche la Russia!

Ad oggi l’Ucraina considera queste zone “territorio temporaneamente occupato da gruppi armati illegali e truppe della Federazione Russa”.

Di fatto questi sono territori controllati dalla Russia.. considerate che 4 giorni dopo la nascita di questi stati (diciamo) indipendenti la Crimea, penisola ucraina sul Mar Nero, è stata annessa alla Russia.

 

L’Abcasia

L’Abcasia si trova ai limiti dell’Europa geografica, sul Caucaso, tra Russia e Georgia: più precisamente è una regione nel nord ovest della Georgia, affacciata sul Mar Nero.
Questo stato esiste de facto: il territorio è rivendicato dalla Georgia.

L’origine dell’Abcasia si deve ad un problema etnico: in questa zona da sempre vivono due etnie, georgiani e abcasi.

Durante il periodo sovietico lo stato di Mosca fomentò l’ostilità da sempre presente tra le due etnie. secondo il vecchio (ma tutt’oggi valido) principio del “dividi et impera”.

Con il crollo dell’Unione Sovietica e l’indipendenza della Georgia (1991), le tensioni aumentarono fino a sfociare nel conflitto abcaso-georgiano (1991-1993) in cui la Russia giocò un ruolo chiave sostenendo militarmente le forze abcase. Comunque: la guerra fu un bagno di sangue, con episodi di pulizia etnica da entrambe le parti.

La guerra si concluse ufficialmente nel 1993, con un cessate il fuoco ratificato a Ginevra alla presenza delle Nazioni Unite e della Russia.. ma, in realtà, si trascinò per ancora un anno, finché nel 1994 l’Abcasia si dichiarò indipendente unilateralmente.

Naturalmente la Georgia non ha mai riconosciuto, né riconosce tutt’oggi, questa dichiarazione di indipendenza.
Per altro poche nazioni riconoscono l’indipendenza dell’Abcasia: tra queste c’è la Russia che, dopo averne riconosciuto l’indipendenza, ha subito stabilito con la neo nazione degli accordi militari.

L’Abcasia è piccolina: ha un’area di 8432 km2 e 243mila abitanti circa.

 

L’Ossezia del sud

Sempre in Georgia, ma nella zona interna e nord del paese, al confine con la Russia, vi è l’Ossezia.
Anche questo stato esiste de facto: il territorio è rivendicato dalla Georgia.

L’origine dell’Ossezia si deve, come nel caso dell’Abcasia, ad un problema etnico: in questa zona da sempre vivono due etnie, georgiani e osseti.

L’Ossezia del sud o Stato di Alania si è dichiarata indipendente dalla Georgia nel 1991, nel corso dei conflitti interni da cui è nata anche l’Abcasia.
Anche in questo caso la Russia ne ha subito riconosciuto l’indipendenza e ha stabilito stretti accordi militari.

L’Ossezia è piccolina: ha un’area di 3900km2 e 55mila abitanti circa.

Nel 2008 c’è stata una nuova guerra tra Georgia da un lato e Abcasia, Ossezia e Russia dall’altro.
Il governo russo ha dichiarato di assere intervenuto nel conflitto per “proteggere l’autodeterminazione degli osseti del sud e degli abcasi”.. che, se avete anche solo una vaga idea della politica russa, è una dichiarazione che fa ridere!

Di fatto questa guerra è un tentativo di Vladimir Putin, il nuovo zar russo, di aumentare la sfera di influenza russa tra le ex repubbliche sovietiche.

Considerando la geopolitica della zona, e anche nell’ottica dell’annessione della Crimea da parte della Russia avvenuta nel 2014, non si possono non considerare la molte fonti internazionali, secondo cui

l’Abcasia, l’Ossezia del sud, le repubbliche di Doneck e Lugansk e la Transnistria sono solo stati fantoccio che sopravvivono grazie al denaro e al sostegno militare della Russia.

Questi stati sono la parte visibile di una guerra di conquista, o di riconquista se preferite, che la Russia porta avanti da anni per recuperare i territori un tempo parte dell’Unione Sovietica.

 

Cipro del nord

La situazione di Cipro è davvero complicata: Cipro del Nord è nata in seguito all’occupazione da parte dell’esercito turco della parte settentrionale di Cipro, nel corso dell’invasione turca dell’isola di Cipro avvenuta nel 1974.

La capitale di Cipro e di Cipro nord è Nicosia: la città è infatti divisa in due da una recinzione militare, fatto che la rende l’ultima città europea divisa da un muro.

Abbiamo parlato di Cipro nella puntata intervista n53: tratteremo della sua storia più approfonditamente in un’altra puntata.

 

 

Ascolta “Ep114 – Gli stati europei a riconoscimento limitato” su Spreaker.


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