Afghanistan e Europa

Podcast di viaggi in Europa

Afghanistan e Europa

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Avete visto la bellissima serie tv britannica della BBC “Sherlock”?
Nella prima puntata il celebre investigatore riesce ad indovinare un po’ tutto della vita del Dottor Watson dopo averlo solo guardato. Spiegando le sue brillanti deduzioni viene però ripreso da Watson: non ha infatti chiarito come ha potuto indovinare che il buon dottore sia un veterano proprio della guerra in Afghanistan, soprattutto considerando che Sherlock non si interessa di politica estera.
“Elementare Watson. C’è sempre una guerra in Afghanistan!” replica l’investigatore.


Per chiunque conosca un minimo la storia dell’Asia sa quanto questo sia vero.. ma oggi non parliamo della storia di questo sfortunato paese asiatico, anche perché sarebbe fuori contesto rispetto all’argomento di questo podcast. Oggi parliamo, brevemente, dei coinvolgimenti storici tra l’Europa e l’Afghanistan.

 

Alessandro Magno in l’Afghanistan

Il primo contatto tra Afghanistan e Occidente si ha ai tempi di Alessandro Magno che, nella sua brama di conquista, giunge fino a qui: siamo nel 330 a.C.
I regni ellenistici instaurati da Alessandro durano per un certo periodo, ma nel I secolo d.C. sono totalmente scomparsi.

L’Afghanistan diventa parte di un califfato islamico intorno al 700 d.C..

Come detto non parleremo della storia dell’Afghanistan nel dettaglio, ma, per dare un contesto al tutto, vi dirò solo che per i successivi 1100 anni l’Afghanistan, quando non viene invaso da vari popoli vicini, è teatro di lotte interne e guerre civili, in un turbinio di nuovi re e sultani che si susseguono al potere ad una velocità impressionante!

 

La prima guerra anglo-afghana (1839-1842)

Nel 1826 viene fondato l’Emirato dell’Afghanistan.

Cosa succede nell’800 in Asia.. o, meglio, in questa parte dell’Asia?
Si fronteggiano due imperi: l’Impero Russo (a nord) e l’Impero Britannico (a sud, in India, che all’epoca include anche il Pakistan).

E cosa c’è in Asia tra l’Impero Russo e quello Britannico?
Esatto: l’Afghanistan.

In questo periodo le province afgane dell’ovest e la città di Herat sono sotto assedio da parte dei persiani (che agiscono con il sostegno dei russi), mentre delle province dell’ovest sono ormai parte di un regno Sikh (alleato degli inglesi).

L’800 è l’epoca del Grande Gioco (The Great Game, in inglese) anche noto come Torneo delle ombre (Turniry Teney, in russo).
Cos’è il Grande Gioco?
Come ci insegna Wikipedia è “il conflitto, caratterizzato soprattutto dall’attività delle diplomazie e dei servizi segreti, che contrappose Regno Unito e Russia in Medio Oriente e Asia centrale nel corso di tutto il XIX secolo.”.
Insomma, in un certo senso, è una prima versione della Guerra Fredda, il conflitto che vedrà scontrarsi l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America nella seconda parte del XX secolo!

Bene.. tutto questo porta alla prima guerra anglo-afghana (1839-1842).

La scintilla che fa scoppiare il conflitto è banale.
Tutto inizia quando un emissario del Ministero degli Esteri britannico incontra, per caso, l’ambasciatore russo incaricato dallo zar di portare doni all’emiro afgano a Kabul. La confusa situazione che ne segue, fatta di intrighi e pasticci diplomatici, porta alla morte dell’ambasciatore russo in circostanze misteriose.

Il colpo di grazia lo dà il governatore britannico dell’India con la decisione, che interferisce tra l’altro con gli affari privati di uno stato sovrano, di sostituire l’emiro dell’Afghanistan con un emiro precedentemente al potere, ritenuto più favorevole ai britannici ma inviso alla popolazione. Per “sostenere” la decisione viene inviato un contingente militare britannico.. ossia, in parole semplici: l’impero britannico invade l’Afghanistan.
Così scoppia la guerra.


La guerra si concluderà con la sconfitta dell’impero britannico: eh, sì, questo è un esempio di come un esercito moderno possa essere sconfitto – ma vedremo che “annientato” è il termine più esatto – da tribù montane disorganizzate e indisciplinate!

La ragione di questo surreale epilogo è dovuta ad una serie di disastrosi errori strategici, diplomatici e militari commessi dai vertici del comando britannico che, tra le altre cose, sottovalutano fin da subito la situazione, il clima e la conformazione geografica del territorio.
Infatti, come chiunque abbia studiato storia militare per più di 5 minuti sa dirvi, non è possibile pensare di attraversare una gola se prima non si sono conquistate le vette circostanti.. ebbene l’Afghanistan, oggi come ieri, è interamente fatto di alte vette e strette gole!

Ma le colpe maggiori di quello che sarà una delle peggiori disfatte della storia inglese sono da imputare soprattutto a due uomini:

  • George Eden, conte di Auckland, il governatore britannico dell’India (incarico che perderà in seguito all’esito delle guerra angolo-afgana), ossessionato dalla minaccia russa al punto di non valutare con accuratezza la situazione e iniziare a cuor leggero una guerra contro un paese che gli era del tutto ignoto;
  • William Elphinstone, comandante della guarnigione britannica di Kabul durante l’occupazione, la cui abilità militare porta all’annientamento della guarnigione stessa (impresa così rara da risultare quasi un unicum nella storia militare non solo inglese!), oltre, tra l’altro, alla sua stessa morte.

Ma andiamo con ordine.

Inizialmente la campagna militare britannica in Afghanistan va alla grande: partito con un’atmosfera vacanziera, con famiglie e servitori al seguito, il battaglione britannico conquista la nazione in breve tempo.
Ma come la storia ci insegna conquistare è una cosa, mantenere è un’altra.

Le forze di occupazione britanniche si stanziano a Kabul e, diciamo, si lasciano andare: sono sicure di sé, non temono rivolte. Inoltre viene nominato nuovo comandante l’incompetente William Elphinstone, citato prima, il cui solo interesse è lasciare al più presto il posto e tornarsene a casa.

La situazione si fa sempre più pericolosa: vi è l’insofferenza della popolazione, il rancore sempre più acceso dei ricchi commercianti di Kabul nei confronti degli occupanti, gli intrighi di corte.. e intanto cade la prima neve.

A novembre del 1841 Sir Alexander Burnes, consigliere politico britannico di stanza a Kabul (e non solo: è anche, tra le altre cose, una spia britannica..), viene linciato dalla folla di Kabul, i suoi uomini vengono tutti uccisi.
Da qui in poi la situazione degenera, ulteriormente minata dall’indecisione del comandante in capo britannico e da tutta una serie di scelte militari e diplomatiche sbagliate.

A dicembre i britannici trattano una ritirata che diventerà un marcia verso la morte: il buon William prende la decisione folle di lasciare Kabul in pieno inverno, tra l’altro abbandonando i cannoni.

Nel gennaio del 1842 l’intera guarnigione britannica, composta da 4500 soldati inglesi e indiani, le loro famiglie e il personale civile si mettono in marcia verso Jalalabad, dove vi è la più vicina guarnigione britannica. In tutto si tratta di oltre 16mila persone.

È inverno ma nessuno dei fuggiaschi ha un equipaggiamento adatto ad affrontarne clima gelido; a questo si uniscono i continui attacchi di cecchini appostati sulle alture che abbattono i soldati e delle tribù locali che depredano dei viveri e massacrano i civili.
Tra agguati, imboscate, fame, congelamento e false promesse di clemenza, la colonna è sempre più esigua.

Il 13 gennaio 1842 i soldati di guardia alle mura di Jalalabad vedono finalmente arrivare i superstiti. O, meglio, il superstite: si tratta di William Brydon, ufficiale medico chirurgo britannico, gravemente ferito ma ancora vivo.

Ebbene sì: delle 16mila persone fuggite da Kabul solo una è sopravvissuta, gli altri uomini, donne e bambini, sono tutti morti, uccisi negli attacchi o dal gelo.

Tra l’altro gli inglesi riusciranno a riconquistare Kabul nell’autunno dello stesso anno, nel corso di una spedizione punitiva che vedrà il suo apice nella distruzione del centro della città stessa.
Kabul è poi lasciata pochi mesi dopo: mossa che riporta, infine, al potere l’emiro la cui deposizione era stata l’origine del conflitto.

Questa guerra è uno dei conflitti più importanti del Grande Gioco.. ed è anche una delle peggiori disfatte subite dall’impero britannico.

Se siete interessati a conoscere nel dettaglio questa vicenda consiglio il bel libro “L’altra faccia degli eroi. Come la fortuna e la stupidità hanno cambiato la storia” di Erik Durschmied, in cui un capitolo ne tratta approfonditamente.

 

La seconda guerra anglo-afghana (1878-1880)

La seconda guerra anglo-afgana (1878-1880) porta nuovamente i britannici in Afghanistan.

Tutto ha inizio quando una spedizione diplomatica russa fa visita (non invitata) all’emiro afgano a Kabul. I britannici reagiscono chiedendo di poter inviare anche loro una delegazione: quando i diplomatici inglesi vengono bloccati e rimandati indietro, l’esercito britannico invade la nazione; l’emiro chiede, invano, aiuto allo zar russo.

Nel 1879 un trattato sembra porre fine al conflitto, ma il massacro di Sir Pierre-Louis Cavagnari e dei suoi uomini porta invece all’inasprirsi dei combattimenti.

Alla fine gli inglesi ottengono il controllo del paese: la gestione interna dell’Afghanistan viene data ad un emiro mentre i britannici ottengono il controllo della sua politica estera afghana.

 

La terza guerra anglo-afghana (1919)

L’Afghanistan ha quindi un lungo periodo di relativa pace e modernizzazione che culmina con il regno di Amānullāh Khān che, insieme alla moglie Soraya Tarzi, farà diverse riforme portando anche avanti anche un coraggioso programma di diritti delle donne, ispirato a quello di Ataturk in Turchia.

Comunque, anche grazie al sostegno della neonata Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (non ancora Unione Sovietica che nascerà nel 1922), nel 1919 l’emiro dichiara guerra all’Impero Britannico per avere finalmente il pieno controllo della nazione.

La terza guerra anglo-afgana dura solo 3 mesi: il 8 agosto 1919 gli inglesi vengono sconfitti e l’Afghanistan diverta uno stato totalmente indipendente.
Nasce il Regno di Afghanistan, l’emiro diventa re.

E poi.. e poi.. beh le riforme del re sono troppo, soprattutto per quanto riguarda l’emancipazione femminile, per un paese ancora fortemente conservatore in cui il potere dei capi tribù e religiosi detta ancora legge: così il re è costretto ad abdicare e andare con la moglie in esilio in Italia.

Da qui in poi vi è un susseguirsi di colpi di stato e governanti più o meno moderati.

 

La repubblica afghana e il governo russo

L’Afghanistan si tiene fuori dalla seconda guerra mondiale e cerca di non schierarsi durante la Guerra Fredda.

Nel 1973 l’Afghanistan, con un colpo di stato, diventa una repubblica.

Nel 1978 nasce la Repubblica Democratica dell’Afghanistan, guidata da un partito di ispirazione marxista-leninista che dà il via ad una serie di riforme che vorrebbero modernizzare il paese e limitare il potere delle autorità tribali e religiose.

Un anno dopo, nel 1979, vi è un nuovo colpo di stato: il capo del partito al potere viene ucciso dal suo vice che ne prende il posto.
L’Unione Sovietica vede nel colpo di stato la mano delle CIA, ossia l’agenzia di spionaggio americana.. così l’Armata Rossa invade l’Afghanistan: il 27 dicembre 1979 i sovietici prendono Kabul.

La guerra comunque si trascina per anni:

da un lato vi è l’Unione Sovietica e dall’altro i mujaheddin, i guerrieri islamici, finanziati più o meno apertamente dagli Stati Uniti d’America.

Dieci anni dopo, nel febbraio del 1989, mentre la cortina di ferro iniziava a scricchiolare, i sovietici lasciano l’Afghanistan: il governo afgano lasciato dall’Unione Sovietica resisterà fino al 1992.

Il 17 aprile del 1992 i mujaheddin proclamano la nascita dello Stato Islamico dell’Afghanistan.

 

L’Afghanistan oggi

Ma le tensioni non finiscono: una nuova guerra civile vede emergere i talebani (integralisti religiosi in parte provenienti dalle scuole islamiche del Pakistan) e nel 1996 nasce l’Emirato Islamico dell’Afghanistan.

Gli attentati dell’11 settembre 2001 portano gli Stati Uniti ad invadere l’Afghanistan.

Vent’anni dopo, il 29 febbraio del 2020, in Qatar, Donald Tramp, presidente degli Stati Uniti, firma gli accordi di Doha: si tratta di un trattato di pace tra gli Stati Uniti e la fazione afgana dei talebani. Gli accordi sono sostenuti da Cina e Russia (e Pakistan) ma, curiosamente, il governo dell’Afghanistan non è coinvolto.

Come da accordi, le forze armate americane, insieme a quelle europee e straniere (e a migliaia di civili afghani che, così, diventano profughi), lasciano l’Afghanistan adesso ad agosto del 2021: il termine ultimo è martedì, il 31 agosto 2021.

 

 

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FONTI:

  • A Military History from Alexander the Great to the War against the Taliban, Stephen Tanner.
  • Great Britain’s Great Game: An Introduction, Edward Ingram, 1980.
  • History of Civilizations of Central Asia, Chahryar Adle.
  • L’altra faccia degli eroi. Come la fortuna e la stupidità hanno cambiato la storia, Erik Durschmied, Ed. Piemme, 2006.
  • Les empires coloniaux dans le processus de mondialisation, Jacques Frémeaux.
  • The World Factbook: Afghanistan – Central Intelligence Agency.