Scrivere (e parlare!) di viaggi

Podcast di viaggi in Europa

Scrivere (e parlare!) di viaggi

viaggiare-libro

(Se invece di leggere preferisci ascoltare vai in fondo alla pagina!)

Volevo parlare di altro. Davvero. Ma alla fine ho detto: c’è il Covid, il mercato del turismo è fermo e in profonda crisi. Ma chissenefrega.
È la puntata 100: lasciatemi gongolare un po’ in pace, lasciatemi fare una qualche follia. Di isole, città e eventi vi parlerò la prossima settimana.

Quindi oggi parliamo – anzi parlo – a ruota libera di quello che io faccio: scrivere di viaggi.
A dire il vero, come penso immaginiate tutti non faccio solo questo.. ma il resto è un’altra storia. 

No, non scappate.. anche se non siete aspiranti novelli Manzoni continuate ad ascoltare, vedrò di porvela in tono divertente, promesso!!

Da dove partire?

(a questo punto nel podcast vi racconto un po’ di di come io sono approdata alla scrittura.. se vi interessa ascoltate la puntata!)

Arrivando al sodo del discorso.. com’è scrivere di viaggi? Come si fa?

 

Scrivere di viaggi

Scrivere di viaggi significa fare manualistica, che rientra sotto il grande cappello della così detta non-fiction.. che poi è, ad oggi, il filone più promettente per chi si autopubblica, quello cioè in cui si può potenzialmente guadagnare di più se non si fanno sciocchezze (tipo pubblicare spazzatura). 

Lo scrittore di viaggi deve avere presente alcuni punti cardine nel suo lavoro.
Sia che scriviate di viaggi libri/ebook o che siate ghostwriter o che, come la maggior parte delle volte accade, lo facciate per promuovere una vostra attività ad esempio in ambito turistico.. qualunque sia la sfumatura con cui assumiate questo ruolo.. in ogni caso restano dei sacri punti cardine quando si scrive di viaggi:

Punto 1 Dire la verità.
Non dico che si debba sottolineare con insistenza le cose brutte o i lati negativi.. ma escluderli del tutto no, questo no. Anche perché la gente non è proprio idiota e poi, come dire, tende a dare di matto quando si sente presa in giro!

Punto 2Le fonti.
Questo va a braccetto con il punto precedente.
Se, come a volte faccio io, scrivete di argomenti di economia, scienze, politica, storia o cronaca citate sempre le fonti di quello che affermate!! E no, la fonte non può essere, “mio cugggino l’ha letto su FB!” ma deve essere una fonte autorevole.

Punto 3Il punto di vista!!!
Bisogna ricordarsi sempre che non si scrive per se stessi quando si scrive un manuale, ma si scrive per qualcun altro.. a dire il vero anche quando si scrive un romanzo, ma lasciamo stare. Il “qualcun altro” potrebbe non condividere i vostri gusti/interessi ecc quindi dovete sforzarvi di mettervi nei suoi panni.
A esempio io faccio trekking da anni: sono capace, sono un’esperta, ma nelle mie guide (che non sono specifiche per il trekking) mi rivolgo ad neofiti e do consigli per IL LORO LIVELLO. Non mi metto a sproloquiare sulla bellezza di farsi 6 ore di cammino per andare a vedere il rudere Tal dei Tali, perché sono abbastanza sicura che se lo facesse una persona alle prime armi il giorno dopo il suo nome sarebbe il trend del giorno sui social.. e no, non perché ha battuto qualche record..

Punto 4L’italiano questo alieno sconosciuto!
La lingua segue le sue evoluzioni, nessuno scrive come scriveva Manzoni, i congiuntivi sono ormai obsoleti.. certo.. ma a volte io faccio davvero fatica a capire il senso in italiano di quello che leggo on line (a volte anche di quello che leggo su alcuni quotidiani a dire il vero..).
Quindi: non dico di essere perfetti (io stessa non lo sono), ma cercate di avere rispetto per la nostra lingua e, soprattutto, ricordate che la punteggiatura (le virgole!!!) non è solo una decorazione!

Punto 5Tutto può essere espresso in modo semplice.
Davvero. Quando si racconta o si spiega qualcosa è possibile farlo senza eccedere in parole e con un linguaggio facile.
Lo so, lo so.. come può essere che a qualcuno salti in mente di scrivere un manuale in distici elegiaci?!?.. Se volete vi mando una copia di un manuale software che ho in casa così vedrete che è possibile..

Punto 6L’opinione: scrivendo un manuale bisogna essere il più neutrali possibile.
Certo, se amate il luogo di visita è bello che traspaia.. ma senza esagerare. Se invece vi fa schifo.. beh.. sappiate che la vostra è un’opinione e non interessa a nessuno.

 

Ma come faccio a scrivere di viaggi e farmi pagare?

Ah.. e qui vi volevo.

(Aspettate un attimo, permettetemi di gustarmi questo bellissimo momento in cui polverizzo i sogni e le aspettative di qualche ignaro lettore..).

La risposta breve è: non puoi.

La risposta lunga è che.. la verità è che oggi tutti si sentono un po’ scrittori. Ci si sentivano anche ieri, ma oggi grazie a internet e, soprattutto, ai social abbiamo un sacco di laureati nell’università della vita, che hanno fatto tanta esperienza come troll su FB e si credono novelli Hemingway.

Certo, di fatto è verissimo che oggi come mai prima la parola scritta sta avendo sempre più importanza..

..ma è anche vero che la concorrenza, soprattutto di basso livello, è altissima e il mercato non è (secondo alcuni non è ancora) così interessato a pagare per avere prodotti di qualità (anzi!).

Se si desidera vivere di scrittura, nell’ambito dei viaggi/turismo come in qualsiasi altro ambito, bisogna prima di tutto avere una professionalità da offrire (e no, non basta aver frequentato l’università della strada, serve come minimo quella vera!).

Poi ci vuole la capacità di scovarsi dei clienti o di crearsi un business.
Come si fa? Studiando il mercato, la concorrenza e impegnandosi.

In sintesi: studio, lavoro, impegno, organizzazione e tanta fatica!
Il resto è storia o, se preferite, sono storie.

Ah, ho trattato più in generale del telelavoro o smart working nelle puntate n 9 “Il Telelavoro oggi” e n 22 “Diventare telelavoratori”, dove potrete trovare approfondimenti che posso interessare a chi vuole o vorrebbe crearsi una carriera digitale anche ma non solo nell’ambito della scrittura.

 

Fare un podcast

Concludendo voglio parlare dei podcast, di fare podcast di viaggi.

Come avrete notato sono nati, in questi mesi, molti moltissimi podcast di viaggi.
Questo è certamente dovuto anche al fatto che, complice la situazione attuale, molte persone hanno, volente o nolente, più tempo libero e cercano nuove vie di comunicazione/promozione.

Secondo me però il vero motivo è soprattutto un altro: l’audio è il futuro.
Forse aveva ragione William Gibson che, in non mi ricordo più quale suo romanzo cyberpunk, immaginava un futuro dove, salvo l’élite istruita, la maggior parte della gente non sapeva più scrivere né leggere perché, tanto, la tecnologia sopperiva lo sforzo.

Anche se partito in sordina, io sono davvero convinta che l’audio e il mercato ad esso correlato (videocorsi, domotica con attivazione vocale ecc..) saranno i protagonisti nel nostro prossimo futuro. In fondo è simile a quello che si è verificato con i social: sembrava una cosa passeggera invece..

Ma cosa c’entra, direte voi, l’audio/i podcast con la scrittura?

Allora forse vi sconvolgerà saperlo, ma le puntate di questo podcast, come quelle di Storia d’Europa, sono scritte: io scrivo l’intera puntata, poi la registro, poi faccio la post produzione audio, poi edito la parte scritta per l’articolo sul blog.
E sono scritte, o comunque hanno un canovaccio scritto, anche molte trasmissioni radio o televisive.

Quindi fare il podcaster non è poi tanto diverso da fare lo scrittore. Diciamo che aiuta avere una bella voce o comunque una voce radiofonica.

E con questo chiudo il cerchio del discorso e concludo anche la puntata 100!

 

Ascolta “Ep100 – Scrivere (e parlare!) di viaggi” su Spreaker.

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