Il Montenegro diventerà cinese?

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Il Montenegro diventerà cinese?

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Il Montenegro diventerà cinese? Questa è la domanda che da alcuni giorni si stanno facendo i giornali di tutta Europa.
Ma cosa è successo?
Partiamo dall’inizio.

Intanto.. dov’è il Montenegro? O, meglio..

 

Il Montenegro.. chi?!?

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Il Montenegro è uno stato europeo, europeo geograficamente parlando, dei Balcani: si tratta di uno degli stati della ex-Jugoslavia.

Confina con l’Albania (a sud), il Kosovo (a est), la Serbia (a nord-est), la Bosnia ed Erzegovina (a nord-ovest) e, per un piccolissimo tratto di terra, con la Croazia (a ovest); ha un ampio sbocco sul Mare Adriatico a sud oltre ad avere la metà del Lago Scutari (l’altra metà è albanese).

La sua capitale è Podgorica.

Non rivedremo l’intera storia del paese perché sarebbe troppo lungo e complesso, ma vorrei riassumere con voi i suoi ultimi, diciamo, 30 anni: questo è necessario per capire bene come siamo arrivati a questo punto.

Allora..

 

La storia (recente) dei Balcani

1989, Berlino: il muro simbolo che divide l’Occidente dal blocco comunista cade in una notte, tra l’altro senza che una sola goccia di sangue sia versata. Si può dire che tutto cambia: l’Unione Sovietica e il blocco orientale dei paesi ad essa più o meno legati inizia a sgretolarsi.

La Jugoslavia è orfana da ormai 10 anni del suo dittatore: Tito, anima e spirito dell’unione jugoslava, colui che con pugno di ferro ha tenuto insieme quest’accozzaglia di popoli, diversi se non opposti a livello etnico, linguistico e religioso, è morto nel 1980.

Da almeno 5 anni si sentono gli scalpiti indipendentisti: in particolare la Slovenia, motore economico dell’unione, ha già provato a svincolarsene. Non stupisce quindi che nell’aprile del 1990 la Slovenia indica unilateralmente le elezioni e, il 23 dicembre dello stesso anno, un referendum per l’uscita dalla federazione jugoslava. Nel 1991 la Slovenia si dichiara unilateralmente indipendente.

Si può dire che da qui inizi la fine della Jugoslavia.

Non vi racconterò oggi i dettagli di quello che è successo dopo, come la Guerra dei 10 giorni tra Slovenia e il resto della Jugoslavia.
Il punto più importante è questo: la Jugoslavia, intesa come stato centrale di stampo totalitario, è in mano alla Serbia, mentre gli altri stati ne erano satelliti.

Tra il 1991 e il 2001 si combattono le Guerre Jugoslave: nel territorio della ormai ex Jugoslavia scoppia quella che, di fatto, è una guerra civile in cui i singoli stati cercano di ottenere l’indipendenza dallo stato centrale serbo.

Le guerre sono in: Slovenia (1991), Croazia (1991-1995), Bosnia ed Erzegovina (1992-1995), Kosovo (1996-1999), Macedonia (2001).

La Serbia rimane unita al Montenegro per tutta la durata dei conflitti e anche dopo la fine delle ostilità: nel 2003 le due nazioni sono ancora unite e sono chiamate con il nome “Serbia e Montenegro”.

Il motivo di questa particolare situazione è complesso: nel 2002 il Montenegro sceglie di restare con la Serbia con un referendum i cui risultati sono molto discussi, soprattutto considerando che la linea politico-economica del Montenegro si sta allontanando sempre di più da quella della Serbia.

Comunque, il 21 maggio del 2006 il Montenegro indice un nuovo referendum per l’indipendenza dalla Serbia: il sì vince con una risicatissima maggioranza e il 3 giugno 2006 il Montenegro si autoproclama stato indipendente.
La Serbia, questa volta, non si oppone ma riconosce subito il nuovo stato come indipendente.

Da qui in poi tutto bene, il Montenegro segue il solito iter: una nuova costituzione, nel 2008 fa domanda per entrare nell’Unione Europea e ottiene nel 2010 lo status di “stato candidato”, nel 2017 entra nella NATO.

Tutto bene quindi.

Ma, c’è un ma.

 

Le infrastrutture del Montenegro 

Il Montenegro è uno stato nuovo: nuova economia, nuove strutture, nuove prospettive. Si pensi al turismo che negli ultimi anni è cresciuto costantemente.
E qui sorge il problema delle infrastrutture.

Il Montenegro è un paese montuoso, i collegamenti con gli stati vicini sono minimi.

Ad oggi la linea ferroviaria montenegrina, di soli 250 km in totale, è collegata direttamente solo con la Serbia e con l’Albania (con quest’ultima solo per il trasporto merci).

Ma il vero problema sono le strade.

 

Le strade del Montenegro

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Uno dei ponti sul canyon e fiume Tara, Montenegro.

Le strade montenegrine non sono assolutamente al livello dello standard delle strade europee: infatti in Montenegro le strade sono considerate un problema di alta priorità a livello nazionale.
Di fatto le strade montenegrine migliori sono strade asfaltate con una corsia per direzione. Le migliori.

Quindi non si stupisce nessuno quando, nel 2014, il Montenegro sceglie si indebitarsi per costruire un’autostrada che attraversi il paese e che colleghi la città di Bar, sulla costa, con il confine serbo: d’altronde la Serbia resta un suo importante partner commerciale.

Questa nuova autostrada non è lunghissima ma è di difficile realizzazione: in tutto si tratta di 160 km di strada costruiti in un territorio impervio fatto di alte montagne.

Diversi studi scoraggiano la costruzione della nuova autostrada montenegrina: richiederebbe ponti e tunnel, risulterebbe costosissima e, alla fine, non avrebbe chissà che traffico.

Inoltre il Montenegro non è certo il debitore ideale: si tratta di un paese dall’economia fragile e non ha reali garanzie da proporre.

Nonostante questo la Cina si fa avanti con una proposta: presterà i soldi per la nuova autostrada e il Montenegro inizierà a pagare le rate (e gli interessi..) nel luglio del 2021. In cambio però la Cina vuole che il grosso dei lavori vengano affidati ad aziende cinesi, che siano cinesi la maggior parte dei lavoratori e poi, naturalmente, vuole delle garanzie nel caso di insolvenza.
E quali potranno mai essere le garanzie? Beh, se il Montenegro non riuscirà a pagare il debito la Cina acquisirà parti del territorio montenegrino. Semplice.

L’accordo tra Montenegro e Cina viene firmato nel 2014: il Montenegro riceve in prestito un miliardo di dollari (809 milioni di euro, al cambio del 2014).

Oggi io mi chiedo: ma i ministri montenegrini non hanno sentito un gelido panico serrargli la gola quando hanno firmato l’accordo??!

Voglio dire, è come se io dovessi rifare il bagno di casa mia e chiedessi in prestito i soldi all’idraulico che mi fa i lavori sulla base del preventivo che lui stesso ha fatto! (e, tra l’altro, dessi in garanzia la proprietà della mia cucina!). Scommettiamo che i lavori dell’idraulico andrebbero per le lunghe e i costi lieviterebbero?!

Infatti in Montenegro è andata proprio così: i lavori sono andati molto per le lunghe, l’autostrada non è finita e i costi sono lievitati. Ad oggi il costo dell’autostrada montenegrina è di 20 milioni di euro a chilometro!! (per dare un numero di riferimento in Europa è, in media, di 2 milioni a km!).

Secondo il Financial Times la nuova autostrada montenegrina è una delle strade più costose del pianeta!

Comunque..

Sono passati 7 anni e a luglio del 2021, ossia tra pochi mesi, il Montenegro dovrebbe iniziare a ripagare il debito. E indovinate un po’? Non ha i soldi. Che sorpresa eh?!

E che cosa ha fatto il Montenegro a questo punto?!
Mentre i creditori cinesi sono quasi alla porta chiedendo la moneta o la terra, il governo montenegrino, ora sì nel panico, si è rivolto all’Unione Europea chiedendo aiuto, ossia soldi, per far fronte al debito. E in fretta: entro 2 mesi!

Tra l’altro il Montenegro, come dicevamo, è uno “stato candidato” a entrare nell’Unione Europea dal 2010.
E qui sorge un altro problema, un problema che riguarda anche noi.

L’ingresso del Montenegro nell’Unione Europea è previsto per il 2025: quindi l’Europa rischia di avere in futuro un paese membro che è in parte di proprietà cinese!

Il ministro dell’economia montenegrino ha infatti sottolineato che si tratterebbe di un bel colpo a livello politico per l’Europa: saldando il debito del Montenegro l’Europa aumenterebbe la sua influenza politica nel Balcani diminuendo quella cinese (che, da alcuni anni, è in crescita).

 

La Nuova Via della Seta

Il caso del Montenegro infatti non è isolato.

Nel 2016 la Cina ha di fatto comprato il porto del Pireo, ossia il famoso porto davanti ad Atene in Grecia. Il 67% del Pireo infatti è oggi proprietà della Cosco Shipping, società controllata dal governo cinese.

La Cina ha passato anni ad accumulare ricchezza vendendo prodotti a basso costo al resto del mondo: ora, con quegli stessi soldi, il mondo se lo sta comprando!

Si tratta della Belt and Road Initiative (BRI), nota come la Nuova Via della Seta che, come ci insegna Wikipedia, è “un’iniziativa strategica della Repubblica Popolare Cinese per il miglioramento dei suoi collegamenti commerciali con i paesi nell’Eurasia.”.

Di fatto si tratta di sviluppare la rete logistica e dei trasporti.. e di averne il controllo!

Questo controllo viene acquisito dalla Cina non solo tramite il prestito di denaro (sia a coloro che non potranno verosimilmente fare fronte ai debiti che a coloro che potranno), ma anche con il monopolio dei cantieri, delle area dei lavori ecc..

Ad esempio se una banca cinese concede un prestito per la costruzione di una strada in Bosnia, l’azienda che fa i lavori è cinese, gli impiegati e coloro che ci lavorano sono cinesi (quindi, tra l’altro, non viene assunta manovalanza del luogo), così come sono cinesi i prodotti utilizzati.

Diciamo che questa è la nuova frontiera della colonizzazione!

 

 

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FONTI:

Articolo: L’Unione Europea non ripagherà i debiti del Montenegro con la Cina, Ansa, 12/04/21
Articolo: Accusing China of creating ‘debt trap’ for Montenegro groundless, Filip Vujanović, Global Times, 21/04/21.
Articolo: Le Monténégro coincé par Pékin appelle l’Europe à l’aide, F. Collomp, Le Figaro, 12/04/21.
Articolo: Le Monténégro appelle l’UE à l’aide pour rembourser son autoroute chinoise, J-B Chastand, Le Monde, 15/04/21.