I vulcani europei

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I vulcani europei

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Ma quanto sono affascinanti i vulcani?!
L’Europa ha diversi vulcani attivi e una storia di eruzioni vulcaniche notevole: oggi vediamo insieme i Vulcani attualmente attivi in Europa!

Attenzione: i vulcani europei sono molti, non è possibile parlare di tutti quindi mi concentrerò su quelli attualmente più attivi, quelli che hanno manifestato attività vulcanica più recentemente.

 

Eyjafjallajokull (Islanda)

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Il vulcano Eyjafjallajokull, Islanda

Andiamo in Islanda dove c’è il famoso vulcano Eyjafjallajokull che ha ricordato al mondo la sua esistenza neanche tanti anni fa, nel 2010.
Questo impronunciabile nome significa semplicemente “Ghiacciaio dei Monti delle Isole“.

Il vulcano ha eruttato l’ultima volta il 20 marzo del 2010, dopo 187 anni di sonno.
L’attività del vulcano è durata per mesi, fino all’ottobre del 2010, e ha causato diversi problemi non solo in Islanda (dove circa 600 persone sono state evacuate) ma in tutta Europa a livello di traffico aereo: a causa della nube di cenere da lui emessa molti voli sono stati cancellati, lo spazio aereo di molte zone europee chiuso.
Inoltre il tutto ha causato diversi problemi a livello ambientale.

Oggi il vulcano è tornato a nanna e l’Islanda, terra di ghiaccio e di fuoco, spera che resti addormentato.

 

Teide (Spagna)

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Il vulcano Teide, isola di Tenerife, Spagna

In Spagna, più precisamente nelle isole Canarie, vi è il Teide.

Questa è la terza struttura vulcanica più grande al mondo, dopo Mauna loa e il Mauna kea delle Hawaii: per essere precisi Teide è il terzo vulcano più grande la mondo per altitudine alla sua base.

Teide si trova a Tenerife, all’interno del parco nazionale.

Secondo gli abitanti originari di Tenerife, i Guanci, abbiamo parlato di questa popolazione nella puntata n 75, quella dedicata alle mummie europee.. comunque.. secondo i Guanci all’interno di questo vulcano si trovava l’aldilà.

Il vulcano è attualmente attivo, come dimostrano le fumarole presenti, anche se l’ultima eruzione risale al 1909.

Una curiosità: da un punto di vista geologico questo vulcano è uguale all’Etna.

 

Nisyros (Grecia)

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Il vulcano di Nisyros, arcipelago del Dodecaneso, Grecia

Ci spostiamo in Grecia dove vi è l’arco vulcanico dell’Egeo meridionale, una catena di vulcani attivi che comprende Methana, Milo, Santorini e Nisyros.

Abbiamo già parlato dell’esplosione del vulcano di Santorini, la più grande eruzione documentata della storia umana, nella puntata numero 32 a cui rimando.

Tra gli altri vulcani di questo arco io voglio citare il vulcano di Nisyros: Nisyros o Nisiro è anche un’isola, ossia il vulcano stresso costituisce un’isola, che è parte dell’arcipelago del Dodecaneso, l’arcipelago di Rodi e Kos per capirci!

Nisyros è la tipica isoletta greca, con le case bianche, i villaggi arroccati e il mare blu; c’è anche un grande monastero.
Ma il pezzo forte dell’isola è lui, il vulcano: con ben 6 crateri il vulcano di Nisyro è davvero bello da visitare.

Oltre al vulcano l’isola è nota per le sue sorgenti termali, le più famose delle quali sono note fin dai tempi di Ippocrate: si tratta delle sorgenti termali del villaggio di Pali.

Le sorgenti sono state usate per secoli: alla fine XIX secolo, nel 1889, un medico costruì qui un palazzo per utilizzare le terme a scopi curativi.. l’attività proseguì per decenni, ma durante la seconda guerra mondiale la struttura venne saccheggiata e quindi abbandonata.
Nel 1982 un nipote del medico che aveva fondato la struttura termale decise di ristrutturare il tutto, ampliarlo e trasformarlo in un resort di lusso.. purtroppo il progetto naufragò nel peggiore dei modi: vennero costruite diverse enormi strutture che coprirono completamente le terme (!) e poi vennero abbandonate.

Ad oggi vi è un progetto per attirare investitori e ristrutturare le terme, anche per dare una nuova spinta turistica all’isola: effettivamente Nisyro è un po’ fuori dalla rotta turistica della zona, tutta incentrata su Kos e Rodi, per il turismo di massa, e su Tilos per quanto riguarda il turismo, diciamo, slow e green. Se le terme tornassero alla luce sicuramente questo renderebbe Nisyro una meta ambita.
Detto ciò, francamente, anche solo abbattere quegli enormi edifici abbandonati e riportare alla luce le terme sarebbe un notevole miglioramento della situazione: almeno così si potrebbe utilizzarle e la costa tornerebbe alla sua originaria bellezza.

 

I vulcani d’Italia

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Fumarole a Vulcano, arcipelago delle isole Eolie, Italia

Arriviamo quindi in Italia dove di vulcani ve ne sono ben quattro: Etna, Stromboli, Vulcano, Vesuvio.

L’Etna, Vulcano e lo Stromboli sono in Sicilia, in particolare l’Etna è in provincia di Catania, mentre Vulcano e lo Stromboli sono in delle isole, o meglio, sono le isole rispettivamente di Stromboli e di Vulcano nell’arcipelago delle isole Lipari o Eolie.

Il Vesuvio invece è in Campania, in provincia di Napoli.

Io ho visitato tutti e tre i vulcani della Sicilia, Etna, Stromboli e Vulcano, quando ero ancora una bambina e devo dire che è stata un’esperienza unica, che ricordo con piacere ancora oggi, e che consiglio a tutti!

 

Etna (Italia)

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Il vulcano Etna in Sicilia, Italia

Etna è uno dei vulcani più famosi d’Europa, dichiarato, tra l’altro, patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 2013.

Questo vulcano ha avuto, nei secoli, frequenti eruzioni che ne hanno cambiato la geografia e l’altezza: la zona circostante è a moderato rischio sismico.
L’Etna sta facendo notizia proprio in questi giorni: nel corso di questa settimana, scrivo nel febbraio del 2021, ha eruttato ben 5 volte! 

Ma l’Etna è famoso soprattutto per un fatto: questo è uno dei pochi vulcani attivi al mondo ad essere facilmente accessibile, infatti è visitato da molti turisti ogni anno.

 

Stromboli (Italia)

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Il vulcano di Stromboli, arcipelago delle isole Eolie, Italia

Stromboli è un’isola dell’arcipelago delle Eolie o Lipari: al centro dell’isola si trova l’omonimo vulcano.. ma sarebbe più corretto dire che l’isola stessa è il vulcano che emerge dal mare!

Stromboli non è solo un vulcano attivo: è attivissimo!

Il vulcano ha regolari esplosioni, che, come ci insegna Wikipedia, sono “causate dallo scoppio di bolle di gas che risalgono più velocemente del magma circostante.. le sue eruzioni avvengono con intervalli che possono variare da minuti a diverse ore”.

Non sono poi rari i parossismi, che poi sarebbero le esplosioni tipo cannonata, i cui materiale come lapilli, rocce o ceneri incandescenti vengono lanciate in aria dalla bocca del vulcano.

Non sono neanche rare le colate di lava: la lava cola sempre dallo stesso lato, la Sciara del Fuoco, sul versante occidentale, senza creare reali problemi alla popolazione.. detto ciò sono spettacolari da vedere!

L’unico prolungato periodo di inattività dello Stromboli è durato 2 anni e si è verificato tra il 1908 e il 1910.

Nonostante la presenza del vulcano, comunque, l’isola è stata abitata fin dall’antichità: alle fine dell’800 contava circa 2700 abitanti!
Il declino dell’isola avvenne all’inizio del ‘900, raggiungendo l’apice della crisi nel 1930 con una nuova eruzione.
Non è stata però l’attività vulcanica a cacciare gli abitanti, ma qualcosa di molto meno eclatante: la peronospora, una microorganismo proveniente dall’America che, negli anni 30, distrusse le colture della vite di Stromboli (oltre a quelle di molte altre parti d’Europa), vite su cui si basava l’intera economia locale.
La miseria che ne derivò spinse molti isolani ad emigrare all’estero.
Oggi l’isola ha solo 400 abitanti.

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Strombolicchio, vicino a Stromboli, arcipelago delle isole Eolie, Italia

A mezzo chilometro circa da Stromboli c’è Stombolicchio, una piccola isola vulcanica disabitata e dichiarata riserva naturale integrale (è proibito attraccarci e salirci.. anche se alcuni turisti incivili a volte lo fanno lo stesso..).
L’isoletta ospita solo un faro alimentato a energia solare e alcune specie di flora e fauna a rischio di estinzione.

Secondo al credenza popolare Stombolicchio sarebbe il tappo del vulcano volato lì la prima volta che Stromboli eruttò!

Anche in questo caso il vulcano attira molti turisti: e, devo dire, la sua visita è davvero spettacolare!

 

Vulcano (Italia)

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Vulcano, arcipelago delle isole Eolie, Italia

Sempre nell’arcipelago delle Eolie si trova Vulcano che dà anche il nome all’isola che lo ospita.

Oggi Vulcano manifesta la sua attività solo attraverso le fumarole, che poi sono esalazioni vulcaniche di vapore e gas, in questo caso soprattutto zolfo.. ma in passato questo vulcano è stato molto attivo, con emissione violenta di lava solidificata e cenere incandescente.

Questi fenomeni sono documentati fin dall’antichità: nel II secolo a.C. una eruzione particolarmente violenta di Vulcano fece emergere Vulcanello, una piccola isola che ancora oggi si trova a fianco di Vulcano.

L’ultima eruzione di Vulcano è del 1890 e venne documentata, tra gli altri, da Giuseppe Mercalli, famoso geologo italiano.

Vulcano è oggi una nota meta turistica: oltre al vulcano stesso sono molto visitati i fanghi di Vulcano (molto gradevoli ma caldissimi.. ci sono stata!).

 

Vesuvio (Italia)

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Il golfo di Napoli con il vulcano Vesuvio, Italia

Restiamo in Italia ma ci spostiamo in Campania, in provincia di Napoli, dove c’è il famosissimo Vesuvio!

Il Vesuvio è un vulcano attivo oggetto di studio da parte di esperti di tutto il mondo.. questo anche perché l’area circostante è densamente abitata: ci vivono ben 700mila persone!!

Nel corso della storia il Vesuvio eruttò moltissime volte, spesso distruggendo i centri abitati circostanti e uccidendo molte persone.

Come penso tutti sappiano, la più famosa eruzione del Vesuvio è quella del 79 d.C. che distrusse le città di Ercolano, Pompei, Oplontis e Stabia. Le città rimasero sepolte sotto strati di pomici e vennero riportate alla luce a partire dal XVIII secolo.. e oggi sono in parte visitabili.

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Le rovine romane di Pompei, Italia

L’eruzione del Vesuvio più recente è del 1944, in piena seconda guerra mondiale, durante la campagna d’Italia
L’eruzione venne documentata dai cinegiornali americani dell’epoca e molte delle riprese e delle foto sono giunte fino a noi: potete vedere le riprese effettuate per uno di questi cinegiornali su Wiki. L’eruzione provocò grandi danni, 47 morti e 12mila sfollati. 

Come verificatisi in passato, dopo questa violenta eruzione il Vesuvio è entrato in una fare di quiescenza, perdendo anche il suo caratteristico pennacchio di fumo che da sempre emetteva.. però, nel corso della storia, la fase di quiescenza del Vesuvio non è mai durata più di 38 anni: e, ad oggi, siamo a 77!

Secondo uno studio pubblicato su Science nel 2001, a una profondità di circa otto chilometri sotto la superficie del Vesuvio è presente un accumulo di magma. Questo mare di magma si estenderebbe per 400 chilometri quadrati circa, dal centro del golfo di Napoli ai pre-Appennini.
Questo vorrebbe dire che il Vesuvio è davvero pericoloso e potrebbe eruttare in modo violento da un momento all’altro: infatti il vulcano è tenuto sotto costante controllo!

 

 

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