L’autostrada d’acqua dell’Est Europa

Podcast di viaggi in Europa

L’autostrada d’acqua dell’Est Europa

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(Se invece di leggere preferisci ascoltare vai in fondo alla pagina!)

Questo è il periodo delle scoperte a quanto pare.. no, non intendo scoperte scientifiche o simili, ma mie scoperte personali!
Come per la puntata della sabbia ho fatto una scoperta leggendo un paio di quotidiani.

Ho scoperto che stanno o, comunque vorrebbero, costruire un’immensa, lunghissima autostrada nell’est Europa. Servirebbe per movimentare merci (a costi ridotti), certo, ma anche per fini politici.. ma a questo ci arriveremo..

Ma non si tratta di un’autostrada come un’altra, questa è particolare. È un’autostrada d’acqua.

 

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Qui potete vedere un dettaglio della mappa d’Europa con il percorso della E40 (quella in BLU) e della E70 (quella in azzurro).

Un’autostrada d’acqua

Si chiama E40 Waterway e unirà il Mar Baltico al Mar Nero tramite il collegamento di fiumi e corsi d’acqua creando, di fatto, un unico enorme, fiume lungo ben 2000 km.

Questo si realizzerà unendo tra loro diversi fiumi che oggi sono separati.. anzi, in alcuni casi neanche troppo vicini tra loro! Per fare questo si scaveranno canali, faranno dighe, dragheranno fiumi..

Quali sono i fiumi da unire?
Sono quattro:

    1. il Vistola (in Polonia),
    2. il Bug (in Bielorussia)
    3. il Pripyat (sempre in Bielorussia ma che poi prosegue in Ucraina),
    4. il Dnepr o Nipro (in Ucraina) .. che, tra l’altro è il quarto più grande fiume d’Europa.

Quindi il percorso sarebbe:

Mar Baltico (Polonia) – Vistola (Polonia) – Bug (Bielorussia) – Pripyat (Bielorussia-Ucraina) – Nipro (Ucraina) – Mar Nero (Ucraina).

L’unione, o meglio, il collegamento, tra questi fiumi quindi creerebbe una lunga ed ininterrotta autostrada d’acqua tra il Mar Baltico e il Mar Nero.

Ma perché il progetto è così importante?

 

Commercio via fiume

Il progetto è importante innanzitutto per i trasporti di merci: trasportare via acqua le merci sarebbe molto più economico che farlo via strada con i camion o via treno.

Non è poi un’idea moderna, questa, d’altronde storicamente le vie fluviali sono sempre state molto usate per i commerci, sin dall’epoca romana.

Questo progetto infatti non è nuovo: se ne parla dagli anni ’90 ma fin ora non è stato realizzato sia per motivi di accordi tra gli stati che, soprattuto, perché davvero molto costoso.
È stato solo recentemente che gli stati interessati hanno deciso di mettere seriamente mano al progetto: l’Ucraina ha dirottato qui i fondi per le nuove strade, la Polonia ha iniziato a prendere accordi con banche straniere (perlopiù tedesche e cinesi) per ottenere il prestito necessario ai lavori.

 

La via militare per il Mar Nero

Anche se tutti fingono che il commercio sia il solo motivo per costruire questa autostrada d’acqua, va detto che ci sono anche altre motivazioni.

Vi è infatti una forte motivazione politica: una grande via d’acqua che collega il Mar Baltico al Mar Nero permetterebbe di poter far giungere navi da guerra, forze militari armi e quant’altro fino al cuore dell’Europa dell’Est in poco tempo e passando attraverso stati europei dell’est, senza attraversare stati extra europei..
Insomma 

l’autostrada d’acqua sarebbe un forte elemento strategico e darebbe uno controllo militare che l’Europa non ha mai avuto.

Da sempre il punto debole dell’Europa come continente è stato l’est: la Polonia così indifesa e priva di confini è sempre stata alla mercé delle possibili invasioni russe, così come tutti i paesi a confine con l’attuale Russia (paesi, per altro, un tempo parte dell’Impero Russo prima e dell’Unione Sovietica dopo). E oggi questi paesi, soprattutto la Bielorussia e l’Ucraina, sono fortemente influenzati dall’agemonia russa.

D’altro canto quale altro accesso via mare c’è all’Europa dell’est?
Lo stretto dei Dardanelli, dove c’è Istanbul, in Turchia.
E la Turchia di Erdogan sta allacciando sempre più accordi di cooperazione militare con la Russia di Putin.

Quindi l’autostrada d’acqua E40 taglierebbe fuori in un colpo solo sia la Russia che la Turchia, garantendo un modo rapido e sicuro per portare navi da guerra e militari in gran quantità nel Mar Nero e, così, nel cuore dell’est Europa.

Consideriamo anche un altro fatto.

La E40 potrebbe essere collegata ad un’altra autostrada d’acqua già esistente: la E70, che collega Rotterdam (nei Paesi Bassi) alla Polonia passando per la Germania.. con questo sistema il confine dell’Europa dell’est sarebbe raggiungibile dalla costa dell’Europa dell’ovest in modo sicuro e davvero molto veloce.

NB: la E70 è indicata nella cartina con la linea azzurra tratteggiata mentre la E40 è indicata con la linea blu tratteggiata.

Ovviamente questo non piace alla Russia e, tanto meno, alla Turchia.

 

La E40 si può fare politicamente?

Secondo alcuni la E40 violerebbe la Convenzione di Montreux.

Cos’è la Convenzione di Montreux?

La Convenzione di Montreux venne firmata nell’omonima cittadina svizzera il 20 luglio 1936 da Turchia, Francia, Grecia, Romania, Regno Unito e Unione Sovietica. La convenzione aveva lo scopo di regolamentare la navigazione ed il passaggio attraverso lo Stretto dei Dardanelli, il Mar di Marmara ed il Bosforo, compresi tutti sotto la denominazione di Stretti Turchi (citazione da Wikipedia versione italiana).

In sostanza la convenzione era volta a dare un ampio controllo alla Turchia sul numero di navi da guerra e forze militari presenti nel Mar Nero.
Questo grande potere venne concesso alla Turchia perché erano e sono turchi gli stretti che collegano il Mar Nero al Mar Egeo e, di fatto, è turco il Mar di Marmara che collega i due mari (se avete dubbi sulla geografia del luogo potete vedere il dettaglio alla cartina esplicativa, la seconda della pagina).
Inoltre la Turchia concesse in cambio generosi permessi per gli spostamenti a fini commerciali.

Quindi politicamente la E40 Waterway riveste un ruolo importante ed è controversa.. ma non è solo la politica il problema.
Il problema più grave è quello ambientale.

 

La E40 ucciderà la ultime foreste selvagge d’Europa?

L’area interessata dal grosso dei lavori, quindi di scavo per collegare i fiumi e di tutti i grandi lavori connessi, è una delle più incontaminate d’Europa: si tratta delle foreste della Polesia, una delle aree umide più ampie d’Europa, dove vivono migliaia di specie, vegetali e animali, ormai estinte altrove (come il bisonte europeo).

Qui trovate il link a SavePolesia, organizzazione dedicata alla salvaguardia del luogo: nel sito vi è una proposta di soluzione per modificare il progetto senza affossarlo. Vi è anche una mappa interattiva della zona che può chiarire le idee e le dimensioni del problema a chi, come me, non è ferratissimo della geografia del luogo.

Il danno a questo ecosistema unico non sarebbe dato solo dalla costruzione dell’autostrada d’acqua in quanto tale, ma da un altro fatto che, almeno a me, ha fatto inorridire quando l’ho letto.

 

La E40 e Chernobyl

Ricordate che, all’inizio, vi ho fatto l’elenco dei fiumi che sarebbero collegati tra loro?
Ricordate che ho citato il fiume Pripyat?


Pripyat.. vi dice niente questo nome?
Ne abbiamo già parlato.
Pripyat è anche il nome della città oggi abbandonata a soli 2 km dalla centrale di Chernobyl in Ucraina.
E no, non è una coincidenza: la città prende il nome dal fiume Pripyat perché sorge a fianco del fiume stesso, oltre che a due passi dal confine bielorusso.

L’autostrada E40 includerà il fiume Pripyat passando a soli 2 km dalla centrale di Chernobyl.

Ricordo che nella centrale nucleare di Chernobyl uno dei reattori esplose nel 1986, causando uno dei due peggiori incidenti nucleari della storia umana: i lavori per la dismissione del reattore sono tutt’oggi in corso.
Tutta la zona intorno a dalla centrale in un raggio di 30 km, compresa la città di Pripyat, venne dichiarata zona di esclusione o di alienazione e qui venne proibito vivere.. e tale è ancora oggi (di fatto è una zona a controllo militare).

Ho parlato diffusamente di Chernobyl, Pripyat, della zona di esclusione e del turismo a Chernobyl in ben due puntate/articoli “I luoghi abbandonati d’Europa” e nell’intervista a Francesca Gorzanelli, esperta del luogo che si reca qui per lavoro più volte all’anno.

Comunque.. come dicevo a me è gelato il sangue quanto ho letto di questa folla idea: collegare un fiume (che andrebbe dragato) e un terreno contaminato da uno dei più grandi incidenti nucleari della storia a fiumi del resto d’Europa, inoltre inquinando un’area intoccata e selvaggia come quella delle foreste della Polesia..
Voglio dire qui non si tratta del solito problemuccio ambientale: quel genere di problema che, a ragione o torto, ogni grande opera pone sempre! In questo caso si tratta di un gigantesco problema, qui è coinvolto quello che è stato uno dei due più gravi incidenti nucleari della storia umana!!

Io capisco la geopolitica e la strategia militare, capisco il commercio e l’economia e, alla fine, capisco anche l’avidità.. capisco tutto.. ma capisco ancora di più che il cancro uccide, anche se tutti preferiscono non pensarci fino a che un medico non dice la magica frase “c’è un’ombra nella radiografia”.
E poi politicamente ed economicamente parlando non è che quello che potrebbe essere un disastro ambientale annunciato di dimensioni continentali sia proprio un evento a impatto economico zero!

 

 

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LE FONTI DELL’ARTICOLO:

“L’autostrada d’acqua tra Ucraina e Polonia che ribalta la natura” di Micol Sarfatti, Il Corriere della Sera, 21/10/2020.

“The race to save Polesia, Europa’s secret amazon” di Phobe Weston, The Guardian, 06/05/2020 (l’articolo è davvero interessante e completo, inoltre contiene video e foto di altissimo livello davvero da vedere).

“The E40 waterway: Economic and geopolitical implications for Ukraine and the wider region”, di Alla Hurska, Euromaidan Press, 20/05/2020 (si tratta di un giornale on line indipendente ucraino scritto in lingua inglese).

Save Polesia sito ufficiale per la salvaguardia delle foreste della Polesia.