Monumenti buffi e divertenti

Europa Grand Tour

Monumenti buffi e divertenti

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Nella puntata di oggi parliamo di monumenti storici strani.
Ho dedicato diverse puntate del podcast ad argomenti molto seri, come la pena di morte, l’AIDS o le forme di governo europee, quindi ho pensato di stemperare il tutto facendoci un paio di risate!

 

La Casa Storta (Polonia)

La Casa Storta si trova a Sopot, paese a 12 km da Danzica, in Polonia.

Nota anche come “Casa Ubriaca”, questa casa ha una forma davvero particolare: è storta, appare come una casa riflessa su uno specchio deformante con le pareti e le finestre ondulate che sembrano fatte di gomma. Attenzione: non solo l’esterno è così, anche le pareti le porte e le finestre sono curve e deformate, tutta la struttura lo è: anche gli interni!

La casa è stata costruita nel 2004 dallo studio polacco Szotyńscy & Zaleski.

Devo dire che ricorda un po’ la bella Casa Danzante di Praga in Repubblica Ceca, progettata dagli architetti Vlado Milunić e Frank Gehry, rispettivamente croato e canadese (casa che potete ammirare nella foto principale di questa pagina).

 

Le case capovolte (Polonia e Austria)

LA CASA CAPOVOLTA (POLONIA)

Sempre in Polonia e sempre vicino a Danzica (a 40 km), vi è poi la Casa Capovolta, sita all’interno del Centro di educazione e promozione regionale di Szymbark (simbarck)

Si tratta di una casa costruita al contrario, capovolta: il tetto triangolare è piantato nel terreno nella sua punta e le fondamenta sono in alto.. anche al suo interno tutto è capovolto e l’arredamento a saldamente appeso al soffitto!

La casa è interamente arredata in chiaro stile socialista: questo perché la casa, aldilà dell’aspetto diciamo divertente, è una riflessione storico politica e in particolare una critica al comunismo e le sue contraddizioni.

La casa è stata completata nel 2007 ed è ora un’attrazione turistica (è visitabile previo pagamento).

LA CASA A TESTA IN GIù (AUSTRIA)

Non è l’unica casa capovolta: vi è anche la Casa a Testa in Giù, sitanel villaggio tirolese di Terfens, a circa 20 minuti di auto da Innsbruck in Austria.

La casa è stata costruita nel 2012 dagli architetti polacchi Irek Glowacki and Marek Rozanski.

Come la precedente la particolarità di questa casa è data appunto dall’idea di camminare in una casa completamente arredata fin nei minimi particolari, però a testa in giù!

 

I coloratissimi cortili pop (Germania)

Ci spostiamo in Germania, a Dresda, in Sassonia, in Germania.

Uno dei luoghi più iconici di questa zona di Dresda è Kunsthofpassage: si tratta di un insieme di cortili decorati in stile moderno e un po’ pop!

I cortili sono:

  • il cortile degli animali, in cui le coloratissime facciate delle case sono abbellite con dipinti o decorate con bassorilievi rappresentanti giraffe, scimmie e bufali in stile un po’ cartoon;
  • il cortile delle creature mitiche, in cui strani esseri blu dipinti fanno capolino qui e là;
  • il cortile degli elementi, dove una casa azzurra presenta una serie di tubi e imbuti che producono musica quando la pioggia ci passa dentro;
  • il cortile della luce, in cui a una casa dipinta di giallo sono state aggiunte decorazioni metalliche che riflettono il sole all’interno allo scopo di riscaldarla;
  • il cortile della metamorfosi, dove le case sono decorate con pilastri di acciaio di 15 metri che di notte si illuminano.

Tra l’altro questa zona offre moltissimi locali trendy dove mangiare e bere oltre a tanti negozi.

 

La Fetta di Polenta (Italia)

A Torino vi è Casa Scaccabarozzi, comunemente nota ai torinesi come Fetta di Polenta, che è un edificio storico.

Si chiama così perché è color giallo ocra, ossia color polenta, e soprattutto ha una forma singolare: è a pianta trapezoidale ma molto sottile, una delle pareti laterali misura appena cinquantaquattro centimetri!.. insomma è molto simile a una “fetta di polenta” appunto!

La casa venne progettata da Alessandro Antonelli, architetto che realizzò anche la Mole Antonelliana, simbolo di Torino.
Antonelli diede alla casa il nome Casa Scaccabarozzi in onore di sua moglie Francesca Scaccabarozzi, nobildonna originaria di Cremona a cui donò l’edificio; la coppia visse nell’edificio per alcuni anni.

Perché la casa venne realizzata in questo strano modo, ossia così sottile?

Antonelli ricevette come pagamento per un lavoro fatto il piccolo terreno su cui oggi sorge la fetta di polenta. Tentò di comprare il terreno confinante per poter utilizzare la proprietà ma non riuscì a mettersi d’accordo con il proprietario, così decise di costruire ugualmente un edificio sul piccolo terreno a sua disposizione: edificò uno stabile da reddito, con un appartamento per ciascun piano, recuperando in altezza per compensare nella mancata larghezza.

La fetta di polenta venne costruita in più fasi: nel 1840 vennero realizzati i primi quattro piani e, in un secondo tempo, ne vennero aggiunti altri due; nel 1881 venne aggiunto l’attuale ultimo piano.

 

La Casa del Trecento (Italia)

Concludendo vi voglio raccontare di un ultimo monumento strano, non tanto per come è fatto ma per, diciamo, il contesto.

Andiamo in Friuli, in Italia quindi. Qui vi è la cittadina di San Daniele del Friuli, da dove viene il famoso prosciutto.

San Daniele del Friuli ebbe una storia difficile: guerre e battaglie sconvolsero la zona.
Nella seconda guerra mondiale la città venne pesantemente bombardata e fu fortemente colpita dal terremoto del 1976, che rase al suolo molte città friulane.
Non è strano quindi che molti degli antichi edifici di San Daniele siano scomparsi. È strano, invece, che la Casa del Trecento, sita in via Roma n 18, sia sopravvissuta incolume a tutto questo.

Si tratta della tipica costruzione tradizionale della zona, graziosa ma forse non particolarmente bella, la tipica casa friulana antica in pietra con il portico ad archi.
Devo dire che è impressionante però vedere la Casa del Trecento nelle foto d’epoca che ritraggono San Daniele del Friuli: tra tutte soprattutto le foto post-belliche e post-terremoto, dove la si può vedere in piedi, senza un graffio, tra le macerie del centro storico.

Cosa ospita al suo interno la Casa del Trecento? Per secoli la Casa è stata sede di un banco dei pegni, ma oggi è la sede dell’Associazione Nazionale Alpini.
Tra l’altro, pensate, c’è la guerra, il terremoto.. tutto viene distrutto.. e cosa resta? Il banco dei pegni!

Comunque sia la Casa del Trecento è oggi l’edificio più antico di San Daniele del Friuli e come tale è celebrato!

 


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La foto principale di questa pagina ritrae la Casa Danzante di Praga, in Repubblica Ceca.

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