Le fake news sono il vero virus?

Podcast di viaggi in Europa

Le fake news sono il vero virus?

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(Se invece di leggere preferisci ascoltare vai in fondo alla pagina!)

 

Ogni mattina, quando mi sveglio, bevo un caffè e leggo la versione on line di alcuni quotidiani. E, regolarmente, mi arrabbio!
No, non perché il mondo va male e noi facciamo di tutto per peggiorare la situazione, ma perché ogni singola volta leggo qualche notizia non proprio esatta, non proprio limpida.

Ora, certo io non sono il guru della verità e ci sono sicuramente argomenti che non padroneggio abbastanza ma, per quello che è il mio ambito di competenza, di sciocchezze ne leggo molte.

E poi ci sono le notizie di cronaca riportate in modo velatamente fraudolento, abbastanza da apparire lampante che la storia è stata manipolata.

O che fatti che, letti su giornali di nazioni diverse, sono.. beh, non c’è un modo carino di dirlo quindi ve lo dico e basta.. sono storie del tutto diverse!
Ad esempio il quotidiano A racconta di un fatto capitato in una nazione vicina e lo descrive in tinte fosche, mentre, quando si va a leggere sul quotidiano B edito nella nazione dove è avvenuto il fatto, la storia è molto diversa e, decisamente, meno oscura.

Come è possibile, direte voi?
Come è possibile che una storia venga completamente stravolta senza pudore?
Perché la storia non viene completamente stravolta: vengono cambiati dei dettagli, piccoli ma fondamentali, viene esposta in modo un po’ diverso, spesso limitando il tutto a un punto di vista superficiale. Ed ecco fatto!

Impossibile direte voi?
Beh, facciamo un esempio, totalmente inventato, per spiegarci.

 

La storia

Un vicolo buio. Notte.

Una giovane donna corre lungo la strada. Immaginatevela. È giovane, indossa un abito da sera elegante, ha lunghi cappelli freschi di parrucchiere. Nella mano destra stringe qualcosa, forse una piccola borsa.

La vedete? Bene.

Eccola che rallenta. Si ferma sotto un lampione, vicino ad un vicolo. Guarda a destra e a sinistra e poi si infila in un vicolo buio.

Dopo poco dalla strada appare un uomo. È un uomo di mezza età, un barbone, pare ubriaco, infatti urta un bidone dell’immondizia e lo rovescia. Si appoggia al lampione e beve qualcosa da una bottiglia. Poi si infila anche lui nel vicolo.

Delle urla. Poi più nulla.

La coincidenza vuole che due poliziotti passino di lì per caso e si precipitano a vedere che succede. Trovano la donna distesa a terra in un lago di sangue. Il barbone, coperto del suo sangue, è sopra di lei e la sta colpendo.

 

Allora, detta così, cos’è successo?

La donna era inseguita, si è infilata in un vicolo per far perdere le sue tracce, ma il suo inseguitore l’ha trovata, l’ha raggiunta e uccisa.
Logico, facile, indiscutibile.

Ma se io vi racconto la storia in questo modo..

 

La storia (seconda versione!)

Un vicolo buio. Notte.

Una giovane donna corre lungo la strada. È giovane, indossa un abito da sera elegante, ha lunghi cappelli freschi di parrucchiere. Nella mano destra stringe una pistola. È un soggetto noto alla polizia: è una nota spacciatrice.

Eccola che rallenta. Si ferma sotto un lampione, vicino ad un vicolo. Guarda a destra e a sinistra e poi si infila in un vicolo buio.

Nel vicolo incontra un’altra persona, hanno una violenta discussione riguardo dei soldi. Lei gli punta la pistola contro, ma in quel momento un rumore: il barbone ha urtato un bidone dell’immondizia: lei si volta e, approfittando di quel momento di distrazione, la persona che è con lei la compisce alla testa con un bastone. La donna crolla a terra, chi l’ha colpita getta a terra il bastone, prende la pistola e se ne va attraverso una scala antincendio che da sul vicolo.

Arriva il barbone, vede la donna e tenta di aiutarla: cerca il battito, non lo sente e le fa un massaggio cardiaco.. Quindi arriva la polizia e lo trova coperto di sangue sopra a quello che è ormai un cadavere.

 

Allora? Che ne pensate?
È la stessa storia, non ci sono bugie.. ma è molto diversa o no?
Bene, tenetelo presente mentre ascoltate questa nuova puntata: perché oggi parliamo delle fake news!

 

L’archeologia della fake news

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Questo genere di manipolazione delle notizie, questo giocare con il lessico e con le storie è sempre avvenuto.
E per quanto riguarda le notizie proprio inventate di sana pianta anche questo è sempre avvenuto.

Di fatto le fake news sono sempre esistite: la vera differenza tra oggi e ieri è che oggi, con internet, coi social, il tutto avviene più velocemente e, soprattutto, in modo più lampante.

La maldicenza di ieri, scritta su giornali di carta con cui il giorno dopo si incartavano le uova, il tam-tam verbale che ne derivava, non lasciavano traccia e una falsa credenza nasceva e viveva quasi sempre senza essere notata dalla Storia con la s maiuscola.
Inoltre barriere, linguistiche e distanze geografiche contavano parecchio, limitando il diffondersi di ogni genere di informazione.
Oggi è diverso: una frase su internet resta, potenzialmente per sempre e la sua diffusione può essere planetaria!

Comunque diffondere false informazioni, volontariamente a scopo politico o militare, o involontariamente per pura stupidità, è sempre successo nella storia umana!
Dalla falsa notizia della supposta morte di Napoleone Bonaparte che fece crollare la borsa nel 1814, alle dicerie che disperdevano gli eserciti nel medioevo questo è sempre accaduto: ne parla anche Giulio Cesare nel De Bello Gallico!
Un altro esempio è stata la censura bellica della prima guerra mondiale che ha tentato in tutti i modi di limitare la diffusione delle notizie sull’influenza spagnola: quando i giornali spagnoli ne hanno fatto cenno gli altri giornali europei hanno tentato di far passare l’influenza come diffusa solo in Spagna! 

 

Ma cosa sono effettivamente le fake news e perché sono tanto pericolose?

 

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Innanzitutto le fake news si dividono essenzialmente in due generi:

  • le fake news completamente inventate (in realtà statisticamente più rare):
  • le fake news sono una manipolazione della realtà.

Le migliori sono le combo: si manipola la realtà, si mettono insieme diversi fatti ritoccati e semplificati e, in conseguenza a questi fatti così rivisitati, si raggiunge una conclusione completamente falsa.

Questo avviene molto in ambito scientifico: molte pseudo scienze basano il loro credo su reali nozioni e fatti scientifici.. riviste!

Le fake news sono facili: sono una spiegazione semplicistica di problemi spesso complessi. Certo la spiegazione è falsa, ma è facile, banale, tutti la possono comprendere: le “teorie” dei terrapiattisti ne sono un esempio (ne parlo nel podcast).

Anche le fake news completamente false hanno a volte uno scampolo di verità: spesso si ispirano a fatti veri, magari accaduti alla persona protagonista della fake news.
Ad esempio Trump, il presidente americano, è stato protagonista di una fake news del genere: ve la racconto nel podcast, ascoltatela se vi interessa!

Perché le fake new sono proprio questo: creare una realtà monocromatica, visualizzare un mondo in bianco e nero privo di sfumature dove sono ben chiari i cattivi da un lato e i buoni dall’altro, come nei film di una volta.
Diciamo, parafrasando Woody Allen, che rende la vita più facile avere bene in mente chi si deve odiare (oltre alla convinzione di essere sempre e comunque i buoni della situazione!).

E se questo è disastroso quando si parla di scienza lo è altrettanto quando si affrontano i problemi legati all’etica o a decisioni politiche che influenzeranno la società.

Le fake news possono influenzare la visione del mondo, manipolando le opinioni e portando a grandi mutamenti: ad esempio possono influenzare le elezioni politiche, cosa di cui l’Unione Europea è molto consapevole e di cui nelle ultime elezioni politiche europee si è molto parlato. D’altronde negli USA sono state anche le fake news a costare l’elezione a presidente a Hillary Clinton!

 

Come si diffondono le fake news

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Il Massachusetts Institute of Technology di Boston, ossia il MIT, ha svolto un grande studio sulle fake news:“The Spread of True and False News Online”. Lo studio è stato condotto in collaborazione con Twitter.

Le cui conclusioni sono state:

  1.  Indipendentemente dall’argomento una notizia falsa ha il 70% in più di essere condivisa di una vera;
  2. non è importante il fatto di avere tanti follower, è più importante rivolgersi all’audience giusta;
  3. anche se, alla fine, pochi diffondono le fake news diffondono, molti si allarmano, spaventano, indignano, le credono vere e reagiscono scrivendo contenuti analoghi.

A tutto questo va aggiunto che ci sono programmi fatti apposta per diffondere fake news: i bot, che possono eseguire comandi in automatico.
Considerate che i profili falsi sui social sono tanti: Facebook ha cancellato circa 583 milioni di falsi profili, mentre, secondo uno studio della società di ricerca Ghost Data, su Instagram sono falsi quasi un decimo degli account (95 milioni su un miliardo).

Quindi la fake news giusta agli utenti giusti di dirama alla velocità della luce provocando danni notevoli.

Per chiarirci facciamo un esempio.

Se io mi lamento con frasi acide alla fermata del bus del fatto che le poste non mi hanno dato i soldi della pensione e mi metto a sproloquiare sul fatto che ho le prove che vogliano sospendere le pensioni..

Cosa succede? non succede nulla..

Ma se io vado in una grande posta, in un giorno di sciopero, magari dopo che i giornali hanno parlato della possibilità di ridurre le pensioni, in un giorno in cui c’è moltissima gente.. e mi metto a dire la stessa cosa a persone particolarmente irascibili e stressate..

Cosa credete che capiterebbe?

Beh, questo è un po’ quello che ha fatto Cambridge Analytica: campioni la popolazione, individui i profili comportamentali che ti interessano, crei i contenuti, ossia le fake news, adatti e diffondi il tutto nel tuo campione.
Si tratta di uno studio etologico, ossia si tratta quindi di uno studio della popolazione basato sul suo comportamento: funziona con i topi e funziona egregiamente anche con noi!

 

Ascolta “Ep42 – Le fake news sono il vero virus?” su Spreaker.

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