Vendere on line foto (e video) di viaggio

Podcast di viaggi in Europa

Vendere on line foto (e video) di viaggio

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Quante volte siete tornati da un viaggio con la macchina fotografica piena zeppa di foto?
Quanti di voi viaggiatori hanno la passione della fotografia?
Bene: anche io amo fotografare i miei viaggi.. anche se, devo dire, la fotografia l’ho davvero scoperta solo negli ultimi cinque anni, da quando cioè ho trovato il modo per utilizzare le foto che faccio nei miei viaggi. Ebbene sì, io vendo on line le mie foto: sono una fotografa microstock!
Questa puntata è dedicata quindi a questo: al microstock e a come vendere foto e video di viaggio on line.

 

Cos’è il microstock?

Microstock è una parola che deriva dalla contrazione dei termini micropayment e stock photography: si tratta di un modello di business per la commercializzazione delle immagini (e non solo) d’archivio.

Sostanzialmente significa che per pochi soldi (da pochi centesimi a qualche decina di euro/dollari) si può acquistare la licenza di utilizzo di una foto, scegliendo da delle banche di immagini di agenzie on line.

Attenzione: qui viene venduta la licenza di utilizzo, non la foto!
Questo significa che la stessa immagine, o meglio il suo utilizzo, può essere venduta più e più volte a diverse persone per scopi diversi, ma la proprietà della foto rimane sempre e comunque all’autore. Questo è anche il motivo per cui il prezzo è così basso.

Le agenzie di microstock non trattano solo foto ma anche video, illustrazioni, vettori, effetti sonori e musica.

Di fatto le agenzie di microstock sono gli intermediari: voi caricate le immagini e, se vengono accettate, appariranno sui loro siti disponibili alla vendita.
Le agenzie che vendono microstock sono un’infinità: alcune piccole, alcune medie e, una manciata, grandi.
Più importante e grande (anche a livello di dimensioni del database) è un’agenzia microstock più venderà e, di riflesso, sarà remunerativa per il contributore.. il problema è che più un’agenzia è importante e grande più sarà difficile essere accettati come contributori e vedere approvate le fotografie, perché i criteri di selezione saranno più rigidi.

Per diventare contributore di un’agenzia microstock dovete iscrivervi al suo sito (è gratis ovviamente) e, quasi sempre, passare un piccolo test di ammissione.
Il test di solito consiste nel mandare da tre a dieci foto/illustrazioni/video per far vedere di cosa siete capaci e aspettare il responso. Diciamo che è come se vi proponeste come pizzaiolo e il capo vi dicesse: “Ok, fammi una pizza e vediamo come ti viene”.
In ogni caso, di solito, nel giro di una settimana avrete il responso: se le immagini/video sono ritenuti adeguati agli standard di vendita del sito sarete ammessi e potrete caricarne altri altrimenti.. ritentate!

Le agenzie minori hanno test di ammissione molto semplici mentre quelle più importanti sono più severe: il test più severo è quello della regina delle agenzie microstock, Shutterstock (almeno così dicono.. io l’ho passato senza problemi!).

 

Quali sono le agenzie più importanti?

Attualmente le big 4 sono: Shutterstock, AdobeStock (ex Fotolia), Pond5 e iStock in quest’ordine (anche se iStock sta declinando).
Attenzione parliamo di microstock in generale: ad esempio su Pond5 si vendono pochissime foto, questo sito è soprattutto per il mercato dei video!

Diciamo che, in linea generale, il vero professionista del microstock ha un portfolio almeno sulle prime tre agenzie citate, Shutterstock, AdobeStock, Pond5, a cui, eventualmente, affianca altre agenzie medie per fare cassa (come 123rf, Depositphoto, ecc..).

Questo naturalmente se si opta per la non esclusività: se si decide di essere contributori esclusivi di una sola agenzia si potrà vendere le proprie foto solo ed esclusivamente in quella agenzia (e si guadagnerà una percentuale più alta).

 

Com’è la fotografia microstock di viaggio?

La fotografia microstock in generale nasce per soddisfare la necessità di un cliente: ad esempio mi serve una foto del duomo di Milano da aggiungere a un articolo di un blog, oppure mi serve la foto di una composizione di frutta da mettere su un volantino pubblicitario del supermercato, ecc..

Le foto in questione dovranno essere di un certo tipo: non solo tecnicamente perfette ma anche adatte allo scopo. Di fatto le foto microstock fanno parte del mondo della fotografia pubblicitaria.

Chi viaggia molto avrà a disposizione molte foto di luoghi interessanti, ma si deve ricordare che non tutti i luoghi vendono e non tutte le foto sono adatte.
Ad esempio i paesaggi vendono poco: io ho nel mio portfolio delle bellissime foto fatte nelle Alpi francesi che hanno venduto pochissimo, mentre ho foto, magari meno belle, di città che vendono con regolarità.


Essenzialmente la fotografia microstock deve avere queste caratteristiche:

  1. deve essere bella;
  2. tecnicamente perfetta;
  3. utile al cliente;
  4. costruita su un’idea;
  5. in grado di trasmettere un’emozione reale basata su una realtà migliore ma possibile.

 

Come sono i video microstock?

Avete presente le immagini di repertorio che scorrono nei telegiornali mentre il presentatore parla?!
Ad esempio è estate e il telegiornale fa il solito servizio sensazionale di “è estate e fa caldo” e, mentre il tipo incravattato blatera delle solite banalità, scorrono sullo schermo le immagini di persone per strada che si sventolano sotto i raggi del sole, spiagge gremite, gelatai oberati dal lavoro ecc..
Ecco: questo è stock footage, ossia filmati di stock!

Questi video hanno una durata molto limitata: da un minimo di 6 secondi ad un massimo di 40 secondi, e vengono usati in documentari, telegiornali, film, pubblicità ecc.. Sono essenzialmente filmati di repertorio.

I video di viaggio sono brevi video in cui appare, ad esempio, il Colosseo di Roma con le persone che passano (e questa sarà un’immagine editoriale), il ponte di Avignone con i piccioni che piccionano, ecc..

I video possono essere video in tempo reale, oppure girati (o post prodotti) in slow motion o in time lapse ecc.

 

Editoriale e commerciale

Sia le foto che i video possono essere commerciali o editoriali.

Se una foto o un video è commerciale per le persone che vi compaiono hanno firmato la liberatoria (quindi sono modelli) e non compaiono marchi, oggetti protetti da diritto d’autore, ecc..

Se una foto o un video è editoriale le persone che vi compaiono non hanno firmato alcunche e possono comparire, entro certi limiti, marchi e simili.. In questo caso la foto e il video potrà essere usata solo a fine editoriale, quindi per un telegiornale, per un blog o un quotidiano, ma non a fini commerciali, quindi ad esempio non su un volantino pubblicitario (foto) o in un film (video).

 

Cosa serve per fare foto e video di viaggio?

Di solito si usa una reflex con un obbiettivo almeno decente e/o uno smartphone di ultima generazione.
Io uso lo smartphone per i video in 4k e per le foto in luoghi dove è scomodo portarsi dietro la reflex.
Per le riprese è sicuramente utile un cavalletto di qualità e un gimbal.

Le foto e i video realizzati vanno poi post prodotti ma senza esagerare.

In linea generale sono due i tipi di programmi che tutti usano per le foto: Photoshop e Affinity Photo (io uso quest’ultimo).
Mentre per i video i due grossi concorrenti sono After Effect e Final Cut Pro X (io uso quest’ultimo).. anche se, per i video microstock di solito non c’è montaggio e la post produzione è spesso così minima che può andar bene anche un programma come iMovie, almeno per cominciare.

 

L’indicizzazione

Ultimo tassello importante del microstock è l’indicizzazione.

I database delle agenzie sono oceanici quindi per essere trovato il vostro video o la vostra foto deve avere un titolo e delle parole chiave adeguate.

Lavoro noiosissimo ma molto importante, il keywording, ossia l’indicizzazione, fa perdere molto tempo e ha tutta una serie di regole e astuzie da seguire.. ah, naturalmente tutto deve essere scritto in inglese!

Non mi dilungo oltre sull’argomento indicizzazione perché si tratta di un argomento molto tecnico e poco adatto ad una puntata introduttiva come questa, ma sappiate che, se volete davvero vendere foto e video dovete dedicare all’indicizzazione molto tempo e impegno.

 

Parliamo di soldi!

Questo è un hobby o è un lavoro?
Rende davvero?
Ne vale la pena?

La risposta è che dipende.

Innanzitutto non potete pensare di caricare 50 foto e aspettarvi di avere un ritorno economico rilevante.. anzi, magari con 50 foto non avrete proprio un ritorno: è possibile che non ne vendiate nessuna!
Io ho migliaia di foto nel mio portfolio: è necessario avere un portfolio numericamente ampio.

Poi non è possibile guadagnare fotografando a caso: bisogna studiare il mercato, capire il taglio della fotografia microstock, avere un minimo di tecnica e produrre molto e con criterio.

Considerate comunque che il guadagno medio di un produttore di sole foto microstock è inferiore ai 30 euro al mese.
Detto ciò ci sono anche persone che guadagnano un secondo stipendio dal microstock: non si tratta mai di cifre favolose ma, certamente, di cifre interessanti.

Riguardo i soldi e il microstock è bene avere in mente un concetto importante: questa è una maratona, non uno sprint! Qui non si fanno soldi facili in poco tempo perché.. o soldi facili in poco tempo semplicemente non esistono.

A livello di pagamenti le agenzie vi pagheranno con PayPal (o altro sistema analogo) ogni volta che raggiungerete un determinato livello di guadagno: di solito il minimo è 30 o 50 dollari ma può essere alzato.

 

Tasse e microstock

Concludendo parliamo del grande mostro oscuro che terrorizza ogni italiano: il fisco!

Come dichiarare i propri proventi microstock?
Ricorderò sempre l’espressione del mio commercialista quando gli ho parlato la prima volta del microstock: direi che panico sia la parola appropriata per definirlo..

Comunque, in estrema sintesi.
Sono due i tipi di tasse di cui ci si deve occupare:

  1. il fisco americano;
  2. il fisco italiano.

Il famoso modulo per il fisco americano, che ogni o quasi agenzia microstock chiede di compilare, è molto facile: si tratta essenzialmente di dichiarare di essere residente fuori dagli Stati Uniti e di appartenere ad uno strato con cui gli USA hanno un accordo per la non doppia tassazione.

Per quanto riguarda l’Italia dovete semplicemente dichiarare i vostri proventi nella dichiarazione dei redditi seguendo le indicazioni del vostro commercialista e/o aprire partita IVA.

In ogni caso ricordate di chiedere sempre consiglio ad un esperto del settore, ad un commercialista appunto, per quanto riguarda l’argomento fisco.

 

Se siete interessati ad approfondire l’argomento ho realizzato un ebook sul mondo del microstock che trovate si Amazon, Kobo, Apple Books, IBS, Google Play e molte altre piattaforme.

ATTENZIONE: ci tengo a precisare che si tratta di un testo per neofiti, quindi non esperti, per coloro che si affacciano per al prima volta a questo mondo. Se siete esperti produttori microstock non fa per voi!

 

 

Ascolta “Ep41 – Vendere foto e video di viaggio: il microstock” su Spreaker.

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