La libertà di stampa in Europa

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La libertà di stampa in Europa

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La libertà di stampa è un diritto che ogni Stato di diritto, assieme agli organi d’informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l’esistenza della libertà di parola e della stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente. Il diritto di libera stampa comprende anche i membri delle agenzie di giornalismo, con le loro pubblicazioni, e si estende al diritto all’accesso ed alla raccolta d’informazioni (nonché alle procedure volte ad ottenere informazioni da comunicare al pubblico). 

Citazione da Wikipedia (versione in italiano).

 

Noi diamo per scontata la libertà di stampa e il diritto all’informazione. E la danno per scontata soprattutto coloro che sono nati e cresciuti con internet e i social.

Non sto solo parlando del fatto che non siamo come la Cina: ossia un paese dove internet è controllato, un paese dove se cerchi alcune cose in rete i risultati sono falsati e molte informazioni – siti web, giornali, foto, ecc – semplicemente non ci sono.
Questa macroscopica differenza credo che la comprendano i più (o almeno lo spero!).


No: intendo dire che

la percezione dell’informazione è diversa per chi è nato nell’era di internet.

Io sono nata negli anni ’80: ho vissuto a cavallo tra due mondi, il prima di internet e il dopo.
Quando ero adolescente l’informazione veniva dai giornali stampati e io ho conosciuto il mondo del giornalismo così: leggendo le pagine dei quotidiani più famosi (sia di destra che di sinistra perché i miei genitori leggevano di tutto) e, soprattutto, attraverso le parole delle firme, dei giornalisti, più noti e autorevoli.
Oggi leggo quegli stessi quotidiani on line, salvo darmi alla carta stampata alcuni giorni a settimana quando esco dalla mia reclusione da telelavoratrice e faccio colazione al bar (questo, naturalmente, prima del coronavirus!). Ai giornali italiano accosto a random i maggiori giornali europei: The Times, Le Figaro, Le Monde, El Mundo, El País, il Corriere del Ticino (che è svizzero).

Perché vi racconto questo?
Per evidenziare un fatto preoccupante.

Il giornalismo e l’informazione è cambiato e sempre più persone, oltre certamente ad identificare i quotidiani con l’establishment, pongono sullo stesso piano tutto ciò che leggono in rete, senza preoccuparsi dell’autenticità delle fonti o, a dire il vero, ritenendo che “se è scritto lì qualcuno avrà controllato e quindi sarà vero”.

Colpa di internet?

Certo.. chi è nato e cresciuto con la rete non ha avuto la mia esperienza con la carta stampata, non ha mai dovuto cercare le informazioni con difficoltà: si è sempre trovato tutto a disposizione, a portata di click. Abituato ad avere “la pappa pronta”, come avrebbe detto mio nonno, l’utente medio è pigro e non ci pensa nemmeno a controllare.

Internet è in parte il problema ma non solo.

Mi ricordo bene di quando, da adolescente, leggevo i miei primi quotidiani sdraiata sul vecchio tappeto del salotto e mi ponevo le prime domande: non ho mai pensato, né penso ora, che tutto quello che scrive un giornalista – anche se autorevole, anche se intellettualmente ineccepibile – sia sempre giusto o, a dirla tutta, sia sempre vero.
Ma.
Ma i giornali sono peggiorati molto nell’ultimo decennio: dalla presenza sempre maggiore di refusi alla vera e propria manipolazione dei lettori, non si può certo negarlo.. e da questo punto di vista internet è una cura non la malattia!

Alla fine è, come dicevo, soprattutto una questione di percezione.

 

La libertà di stampa nel mondo

Ogni anno Reporters Sans Frontières (RSF), ossia Reporter Senza Frontiere, pubblica un report sulla situazione della libertà di stampa nel mondo.

Reporter Senza Frontiere è un’organizzazione non governativa, ossia una ONG, fondata nel 1985 e con status di consulente presso le Nazioni Unite. Essa ha oggi due principali sfere di attività:

  1. combattere la censura e promuovere la libera informazione.. naturalmente sia per quanto riguarda la i vecchi che i nuovi media (come Internet);
  2. fornire assistenza materiale, economica e psicologica ai giornalisti assegnati a zone pericolose.

Ogni anno come dicevamo, a gennaio, RSF rilascia un report sulla situazione della libertà di stampa nell’anno appena concluso nel mondo: sono presi in considerazione 180 paesi. Nel report viene stilata una lista, una classifica dei paesi del mondo per quanto riguarda la libertà di stampa: scorrendo la lista, o consultando la mappa presente sul sito della ONG, si può avere una chiara fotografia della situazione della libertà di stampa a livello mondiale.

Generalmente sono molti i paesi europei ai primi posti della classifica, ossia i paesi dove vi è una maggiore libertà di stampa.
Nel 2020 al primo posto, ossia lo stato con maggiore libertà di stampa al mondo, vi è la Norvegia.

Ma vediamo insieme la classifica pubblicata nel report del 2020 riguardante, come detto, l’anno prima, il 2019.

1. Norvegia
2. Finlandia
3. Svezia
4. Paesi Bassi
5. Danimarca
6. Svizzera
7. Nuova zelanda
8. Jamaica
9. Belgio
10. Costa Rica
11. Estonia
12. Portogallo
13. Germania
14. Islanda
15. Irlanda
16. Austria
17. Lussemburgo
18. Canada
19. Uruguay
20. Suriname

All’ultimo posto vi sono la Corea del Nord (179 posto) e il Turkmenistan (180).

L’Italia è al 43 posto, tra Taiwan (42) e Botswana (44).. se vi sembra tanto male considerate che gli Stati Uniti d’America sono ben sotto di noi, al 48 posto!.. In realtà l’Italia è migliorata: nel 2017 era al 52 posto, tra Papua Nuova Guinea (51) e Haiti (53).

 

Ricchezza = libertà di stampa?

Come si può vedere, ai primi posti della classifica vi sono i paesi del nord Europa e, in generale, nella top20 sono presenti diverse nazioni europee. Se questo può non essere una sorpresa lo è la presenza tra i primi 20 di nazioni come il Portogallo e l’Estonia.

Spesso si confonde la ricchezza di una nazione con la libertà di stampa ma non è così o, almeno, non lo è necessariamente.

Sicuramente la Norvegia, nazione con la maggiore libertà di stampa al mondo secondo la classifica, è un paese ricco: terzo PIL pro capite al mondo (al mondo!!) e 14esimo tra i paesi per estrazione di petrolio a livello mondiale (suo è il 2,3% del petrolio estratto ogni anno nel pianeta!).. quindi sì, il denaro fa la differenza. Ma non sempre e non da solo.

L’Arabia Saudita, ad esempio, è il primo estrattore al mondo di petrolio, ma il suo posto nella classifica della libertà di stampa è 172, il che lo rende nei paesi della lista nera della libertà di stampa, parola ed espressione.
Per opposto il Portogallo e l’Estonia non sono certo paesi ricchissimi, ma si trovano rispettivamente al 12 e 11 posto!

Per paragonare nazioni anche geograficamente vicine vediamo poi il caso dell’Irlanda (al 15) e del Regno Unito (ben più in basso al 33).

 

Com’è la libertà di stampa in Europa?

Abbiamo visto che sono molti i paesi in cima alla classifica, quindi con grande libertà di stampa e espressione: addirittura sono europei non solo il primo ma tutti i primi sei paesi della classifica.
Non dobbiamo però pensare che l’Europa sia un’isola felice priva di problemi: anche qui vi sono nazioni che non fanno proprio una bella figura.

Infatti vi sono nazioni europee in fondo alla classifica della libertà di stampa: in generale molti paesi dell’est Europa si trovano in coda ma non solo. Ad esempio:

  • la Polonia che è al 59 posto;
  • la Grecia che è al 65 posto;
  • l’Ungheria che è al 87 posto (appena sotto la Sierra Leone);
  • la Bulgaria che è al 111 posto (tra l’Etiopia e il Mali);
  • l’isola di Malta, al 77 posto, affossata anche dall’attentato che è costato la vita a Daphne Caruana Galizia, giornalista investigativa che si occupava della corruzione nella politica dell’isola.

.. e non parliamo poi della Turchia (se si vuole considerala uno stato europeo, cosa che geograficamente non sarebbe se non per un piccolo scampolo di territorio). La Turchia comunque è al 157 posto, tra l’Irak (al 156) e il Kazakistan (al 158).

Io consulto il report sulla libertà di stampa ogni anno e lo trovo davvero interessante: come dicevamo la percezione della realtà a volte si scosta molto dalla realtà vera e vedere un po’ di numeri chiarisce le idee.

Se vi interessa consultare la lista sia del report di quest’anno che di quello degli anni precedenti, potete andare sul sito di RSF.

 

Ma in definitiva: cos’è la libertà di stampa, perché è tanto importante?

Oltre all’aspetto morale.. credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che sia quanto meno naturale che sia permesso a tutti di esprimere la propria opinione.. Oltre a ciò, vi è un aspetto squisitamente pragmatico nella necessità della libertà di stampa.

La libera informazione, la libera comunicazione e, alla fine, discussione, permettono il fiorire della cultura e della conoscenza.

A dirla tutta è così che la società umana è progredita: con discussioni, scampi di informazioni, dispute e anche litigi.

Non avremmo la moderna scienza senza lo scambio tra scienziati nei secoli passati, non avremo avuto molte scoperte e invenzioni senza il libero accesso alle informazioni e libera discussione.

Alcune vere e proprie svolte della conoscenza umana sono nate in seguito a dispute o anche a veri e propri litigi di persone, a volte geniali, altre un po’ folli, che si rifiutavano di accettare una verità che, al loro tempo, era data per assodata.

E tra l’altro, paradossalmente, anche l’errore, anche quando una nuova teoria o idea si rivela errata o proprio stupida, la sua confutazione può essere utile!

 

 

Ascolta “Ep36 – La libertà di stampa in Europa e nel mondo” su Spreaker.

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