Trasferirsi all’estero: lati negativi che non vi dicono

Podcast di viaggi in Europa

Trasferirsi all’estero: lati negativi che non vi dicono

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(Se invece di leggere preferisci ascoltare vai in fondo alla pagina!)

 

Eccoci: iniziamo a parlare di italiani in fuga.
Dico “iniziamo” perché so bene che su questo argomento torneremo spesso anche con interviste.

Io ho in prima persona vissuto in altre nazioni per studio e lavoro, ma so che il tema del lavoro e dello studio all’estero, anche in nazioni vicine all’Italia, è troppo complesso e sfaccettato per essere limitato alla mia singola visione ed esperienza. Ritengo quindi che sentire più campane e ascoltare più esperienze possa essere interessante oltre che, sicuramente, dare una migliore e più completa visione d’insieme.

Prima però..

 

..vi tolgo tutta la magia!

Ma prima di partire in quarta con i racconti e, in un certo senso, l’apologia delle esperienze all’estero, lasciate che vi smonti tutta la faccenda!

Eh, sì perché ho notato un fatto curioso negli ultimi anni: se è vero che esistono persone abbarbicate alla loro casa di origine come un paguro al suo guscio, esistono anche tante persone che partono con tutte le migliori intenzioni ma anche tante illusioni e, proprio per questo, falliscono miseramente e finiscono per tornare a casa con la coda tra le gambe.
Paradossalmente ho riscontrato un maggiore margine di successo tra coloro che partono tra mille dubbi, dopo essersi informati a fondo e consci di stare facendo un po’ una follia.

Perché sì, una follia un po’ lo è quasi sempre!
Ci vuole un certo grado di incoscienza per partire, ci vuole un po’ l’atteggiamento del cocker che corre felice dietro ad una pallina, ossia: sguardo fisso sull’obbiettivo e mente focalizzata sulla suprema gioia che si proverà al suo raggiungimento. Ve lo dice una persona che è si è trasferita per lavoro un anno trulla trulla in Norvegia, senza averci mai messo piede prima in vita sua e avendo come unica conoscenza della cultura del luogo la lettura di “Casa di bambola” di Ibsen!!

 

Quello che avrei voluto sapere io

Quindi: nei prossimi post/puntate parleremo di quanto vivere all’estero apra la mente. Di quanto sia bello. Di quanto sia un’esperienza di vita imperdibile. Di questo e di altro ancora.
Ma oggi no.

Oggi lasciatemi essere l’invitato al matrimonio che fuma fuori dalla chiesa in attesa che finisca quella palla della funzione e si vada finalmente a mangiare (unico motivo per cui è lì)..
O la testimone che si toglie le scarpe sotto il tavolo e ordina una birra, chiedendosi se le rivenderete ad un prezzo scontato il corpetto dell’abito da sposa di seta bianca dopo il divorzio (e se la tinta rossa attaccherà bene quando lo farà tingere..)..

Lasciatemi essere il cinico guastafeste.

Solo questa volta. Sarà catartico.
E vi sarà utile.
Davvero.

Perché a me lo sarebbe stato: a 18 anni avrei tanto voluto mi dicessero queste cose.
Anzi, magari anche un po’ prima.
Magari anche a 10 anni, prima del primo trasloco insomma, prima che divenissi la maga dello scatolone, la regina della valigia, la principessa dello shopping da casa con “sarà”.. Ossia: vorrei comprare questa lampada ma.. sarà abbastanza adattabile? Se poi mi traferisco che ne faccio? Sarà facile da piazzare altrove? Sarà adatta di questo colore? Sarà utile nel.. avete capito..

Quindi..

 

1 – Il cibo

Primo tra tutti un vero e proprio luogo comune: il cibo!

Lo so, lo so.. è un cliché.. e oggi molti tendono a glissare.. ma vi assicuro: può essere un problema!
Non tutti i popoli infatti hanno l’amore per il buon cibo dei paesi mediterranei.

In molti paesi nordici, ad esempio, il cibo è orrendo.. e non parlo solo del cibo locale al ristorante: è proprio un problema delle materie prime!
In Norvegia al supermercato, soprattutto se ci si allontana dalla capitale, si trovano solo prodotti confezionati di infima qualità, pieni di coloranti e dal sapore repellente..
In Inghilterra, peraltro, si possono gustare allucinazioni culinarie quali l’arrosto di manzo con lo sciroppo di menta (dolce) o la pizza con ananas, prosciutto e ketchup/maionese!

Il cibo non vi sembra importante?!
O siete anoressici e/o privi di passione o non vi rendete conto di quanto possa essere dura!
Per me mangiare male è come astenermi dal sesso: una tortura!
C’è bisogno del piacere nella vita per essere sani e felici: ne abbiamo fisiologicamente bisogno, non si tratta solo di calorie e vitamine.. che poi comunque contano anche quelle: non mangiare frutta e verdura fresca per molto tempo non è esattamente una botta di salute!

 

2 – La solitudine

Chi va a vivere all’estero deve essere cosciente del fatto che passerà, probabilmente, molto molto molto tempo in solitudine: all’inizio non conoscerete nessuno e finirete per passare molte sere da soli con un libro o un film come unica compagnia.

Oltre a questo non tutti i popoli sono uguali: alcuni popoli sono molto chiusi, altri sono falsamente aperti e altri ancora vivono per lavorare riducendosi a non avere tempo libero per la vita sociale.
Le differenze ci saranno sempre e potrebbe volerci tempo per adattarsi ad esse. Quindi è meglio partire con il kit di sopravvivenza: e-book, musica e film/telefilm a chili.. e soprattutto dovete essere preparati psicologicamente alla solitudine.. e siete sicuri che la cosa non vi pesi??!

 

3 – Le differenze culturali

Alcuni popoli hanno un concetto di divertimento molto particolare che non sempre si riesce a condividere: ad esempio passare la sera a sfondarsi di alcool fino a vomitare (Norvegia/Uk/Danimarca/ecc.. in generale tutto il nord!), o passare la sera a ballare pigiati in locali sporchi senza dormire né mangiare (Spagna).

A parte questo vi accorgerete che sono mille le piccole (o grandi) cose che “gli altri” fanno in modo diverso: dall’assenza del bidè in bagno, al diverso modo di salutare quando si arriva a lavoro.
Interessante certo ma, alla lunga, le vostre abitudini vi mancheranno, vi mancheranno eccome: piccole cose che a casa non avrete neanche notato inizieranno ad apparirvi importanti.. e saranno piccoli granelli che, giorno dopo giorno, mese dopo mese, peseranno uno sull’altro fino a diventare un macigno.

 

4 – Le differenze geografiche

Non c’è bisogno di essere metereopatici per trovare intollerabile il caldo soffocante dell’Andalusia ad agosto o il freddo gelido della Svezia o il clima piovviginoso dell’Irlanda.. e ricordate che li dovete sopportare per MESI ogni dannato anno!

Lo stesso vale per altri aspetti a cui a volte non si pensa: l’estremo nord con la sua notte artica e il giorno polare può essere insopportabile, quanto un clima caldo-umido ricco di scarafaggi del Portogallo può risultare esasperante.. anche perché, ricordatevi, non si tratta di una vacanza ma di OGNI SINGOLO GIORNO!

 

5 – La lingua

Si, bello imparare una lingua straniera tanto bene da sognare in quella lingua.. ma sapete quanto è dura??!?

Mi è capitato di passare giorni senza parlare in italiano: alla fine la mia mente era così assuefatta che mi dimenticavo i termini mentre parlavo al telefono con il mio compagno e si finiva per giocare a Tabù..
“Sì, ieri ho comprato.. come si chiamano quelle cose che si mettono ai piedi? No, non le scarpe.. dai, di stoffa.. di lana.. no, non lana, volevo dire.. come si chiama quell’altro materiale che nasce dalle piante in batuffolini bianchi… insomma ho comprato quelle cose che si mettono ai piedi fatte di quel materiale che nasce dalle piante in batuffolini bianchi.. ma erano verdi… no, non proprio verdi.. come il colore del mare ma più verde..”.

A questo va aggiunto che sì, l’inglese è il linguaggio del lavoro e una delle lingue più parlate al mondo, ma alcuni popoli sono estremamente orgogliosi della propria lingua e non saperla rende un incubo la vita in loco!.. La Francia ne è un esempio.

 

6 – Essere lo straniero

Ovunque andrete voi sarete gli stranieri: anche il popolo più aperto e gentile vi vedrà come tali. Questo, naturalmente, con tutte le eventuali conseguenze del caso, a volte buffe altre meno.. non è molto piacevole vista in questa prospettiva, vero?!

In alcuni paesi sarete addirittura “esotici”: se in alcuni luoghi potrete provare l’ebrezza di sentirvi fotomodelli/e, in altri posti potreste essere scrutati con curiosità anche un po’ invasiva.
In Norvegia mi è capitato di essere invitata a cena da un collega che mi voleva “mostrare” ai suoi vicini di fiordo che non avevano mai visto un’italiana! In Portogallo (ma non solo lì..) mi sono sentita chiedere di “utilizzare per favore” la gestualità del film “il Padrino”!
Tenete presente che, se all’inizio queste attenzioni possono anche fare piacere, alla lunga può risultare pesante.

Certo, poi se vivete in una grande metropoli sarà molto diverso rispetto ad un piccolo centro rurale.. ma ricordate: anche nella grande e multiculturale Barcellona, città spagnola popolata da migliaia di italiani, voi sarete sempre “l’italiano o l’italiana che vive qui da tanto”. Sempre. Anche dopo 20 anni.
È così, fatevene una ragione.

A tutto ciò va sommato che ovunque andrete sul giornale pubblicheranno qualche perla pronunciata dai nostri amati politici. Quale che sia il vostro credo politico dovrete passare il tempo a dimostrare che voi siete meglio di quella gente lì.. e dopo aver passato settimane a ribadire che mafia non è sinonimo di Italia, a Roma o a Milano o a Palermo faranno un maxi arresto per corruzione con annesso scandalo o verrà scoperto un giro di spaccio milionario e si ricomincerà da capo.
Considerate che alcuni giornali stranieri hanno delle rubriche dedicate all’Italia come intermezzo comico.

 

7 – I problemi che dovrete affrontare

Per quanto siate cosmopoliti e organizzati avrete dei problemi: la padrona di casa che vi vuole fottere la caparra, i conti delle tasse che non tornano, la banca che non vi risponde.. e affrontarli da soli in una lingua straniera vi farà sentire spersi e isolati come non mai.

Di questi momenti di sconforto ce ne saranno e ce ne saranno tanti, quindi preparatevi psicologicamente ad affrontarli, soprattutto all’inizio.

Ricordatevi sempre che la burocrazia non guarda in faccia nessuno e chi trova complicata quella italiana non ha mai compilato un modulo fiscale francese o parlato con un impiegato di banca inglese o cercato di far ragionare un burocrate spagnolo, greco o tedesco..

 

8 – Il mondo va avanti

Vi perderete molte cose dell’Italia per strada.

Per quanto esistano aerei/treni/bus, internet/Skype/i social.. e, se vera, la vostra relazione non ne sarà danneggiata così come i vostri familiari non si dimenticheranno certo di voi, lo stesso non vale per tutto il resto.

Vi perderete feste, eventi, occasioni e, spesso, amici. Certo non veri amici ma, molti, quelli forse superficiali e un po’ interessati sì. Succederà.

E, se starete via tanto, un giorno tornerete nel vostro quartiere e vi accorgerete che è cambiato.
Il mondo è andato avanti anche senza di voi, mi spiace.

 

9 – Le scoperte sorprendenti!

..scoprirete, spesso, che l’Italia non è poi così male! Anzi!

Ad esempio può sorprendere scoprire che il sistema scolastico scandinavo sia ridicolo.

O che la Francia ha una quantità allucinante di centrali nucleari.. non proprio a tenuta stagna!

O il livello di degrado in cui vivono molti inglesi: una corsa in metro alla periferia di Londra vi farà tornare in mente i racconti di Dickens!

Può lasciare allibiti scoprire che i più grandi cementificatori d’Europa non siamo noi ma gli spagnoli (questi occhi hanno visto case a 5 CENTIMETRI dal mare in Spagna!!!).

O che la classe politica più corrotta e peggio organizzata siede nel parlamento greco e non nel nostro.

E che c’è chi imbroglia e usa il proprio potere economico per inquinare l’ambiente e uccidere animali protetti, come le balene (tra l’altro alla faccia delle moratorie internazionali..), pur avendo una candida immagine di facciata (la Norvegia).

Inoltre il vostro quartiere italiano non vi sembrerà più la patria dello spaccio dopo due passi nel centro di Lisbona.. Così come i nostri poliziotti vi appariranno in luce diversa dopo aver visto da lontano i loro colleghi tedeschi e russi.

 

La visione d’insieme

Siete ancora lì?!
Vi ho scoraggiati? Siete delusi e demotivati? Sì?.. Bene! Perché se nonostante questo volete ancora partire allora siete davvero pronti!

In ultimo vi voglio dire che ci saranno dei giorni brutti, bruttissimi, deprimenti e tristi in cui avrete solo maledizioni per voi stessi e la vostra folle, folle idea che vi ha portato lì.
Ci saranno giorni cattivi.. ma ricordate: senza quei giorni cattivi non ci sarebbero i giorni buoni.

E quando avrete la visione d’insieme di tutto, quando potrete vedere il quadro completo con tutti i tasselli al loro posto, capirete che anche quei giorni brutti saranno stati utili, in un certo senso.

 

 

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