Trasferirsi in Grecia

Europa Grand Tour

Trasferirsi in Grecia

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Fatemi chiudere gli occhi e immaginare quando vi è venuta in mente per la prima volta questa idea.

Forse eravate a Santorini a vedere uno dei tramonti più belli del mondo.
Oppure su una spiaggia calda e bianca del Dodecaneso, nel momento migliore, al mattino quando non fa ancora troppo caldo.
O forse stavate cenando al chiaro di luna nel selvaggio sud di Creta.
O forse no.
Forse eravate semplicemente al bar. In uno di quei bar greci molto rilassanti, seduti su una sedia in vimini o di plastica vecchia, in riva al mare con, in sottofondo, il solo rumore delle onde e del chiacchericcio in diverse lingue di altri turisti, mentre bevevate un nestcaffè un po’ troppo lungo. Lì, in quel momento, per la prima vota, avete pensato: potrebbe essere sempre così, questa sì che è vita!
E vi siete lasciati andare a delle fantasie quasi adolescenziali..
Perché in fondo è così che è andata, no?

Come quando si è adolescenti: si è seduti alla lezione di matematica o di italiano e si ripensa al film che si è visto la sera prima.. o a una canzone.. o a un videogioco.. o una partita.. e, ad un tratto, ci si immagina protagonisti della storia.. nei momenti di massima ispirazione ci si immagina anche protagonisti di un film blockbuster, un supereroe dai muscoli sfavillanti e dalla perfetta messa in piega.. se siete donne una super eroina dalla pancia piatta (la messa in piega è la stessa invece).. quei supereroi che non si capisce come facciano ad essere così, dato che passano tutta la vita a guardate la tv sul divano, mangiando pizza fredda e bevendo birra calda!!

Comunque.. quell’idea è stata il peccato originale.
E il problema è che non è svanita come facevano le vecchie fantasie adolescenziali, non si è sciolta come neve al sole alla luce del monitor del pc una volta tornati a lavoro.

Quella maledetta idea ha dato origine a quel piccolo tarlo, a quel pensiero malsano che è cresciuto come un’erba cattiva, di nascosto, dentro di voi. Prima piano, timidamente, in silenzio.. finché, improvvisamente, oggi o domani o ieri, avete scoperto che è diventato una pianta possente che occupa i vostri pensieri. Improvvisamente ve lo siete ritrovato lì: enorme e ingombrante come un baobab.

 

Realtà e ricordi

Avete così ripensato al sottile piacere provato su quella spiaggia, o al bar o al chiaro di luna.. avete ricordato tutto, nei minimi dettagli.. cioè, no, i minimi dettagli proprio no!
Avete elegantemente eliminato i dettagli stonati.

Avete dimenticato quella sgradevole sensazione di avere i capelli e il corpo sempre un po’ salati.. nelle isole l’acqua è sempre un po’ salina: la prima doccia che si fa al rientro, infatti, è una vera goduria!

Vi siete concentrati sul sole che delicato scalda la pelle il mattino presto e messo in secondo piano quello ferocissimo che brucia nel primo pomeriggio o il caldo soffocante che, anche di notte, ti cuoce nelle isole del Dodecaneso.
Avete dimenticato, anzi non ricordate proprio, il gusto del caffè: non proprio uguale a quello che fa il vostro bar preferito in Italia.
Avete dimenticato l’immondizia abbandonata per strada, tanto comune, purtroppo, in molte isole.
Avete dimenticato gli impianti fognari non proprio all’avanguardia.. e magari finto di non vedere che i negozi delle isole vendono solo chincaglieria turistica e cibo sempre uguale.

E magari avete proprio bellamente ignorato chi vi ha detto che in inverno la città principale della vostra isola preferita diventa un villaggio fantasma!

Ma d’altronde, come veniva detto nel film The Big Kahuna, cosa sono i ricordi se non frammenti di realtà su cui si è passata una mano di vernice per farli risplendere più di quanto non abbiano mai fatto?!
Voi avete fatto proprio così: messo in primo piano gli aspetti belli e in secondo quelli meno belli.. e quelli scomodi li avete proprio rimossi! Come avete rimosso con un programma di fotoritocco le lattine abbandonate nella vostra spiaggia preferita.

Bisogna fare molta attenzione alla differenza tra l’idea che ci si è fatti di un luogo e la realtà..

 

Vivere in una meta turistica

Inoltre va ricordato che la Grecia è una gettonatissima meta turistica, una nazione che di turismo vive.

Io ho una certa esperienza della vacanza diventata quotidianità, del vivere in un luogo considerato da tutti meta turistica.
Ho vissuto sia a Londra che a Parigi, ma voglio farvi un esempio più nostrano.

Siete mai stati a Firenze?
È bellissima Firenze! Secondo me è una delle città più belle d’Italia. Storia, arte, cultura.. potete passare mesi a visitarla e trovare sempre qualcosa di nuovo da vedere.

Ora, io ho vissuto per 7 anni a Firenze. E sono stati 7 anni fantastici.
Però.
Però vi garantisco che tutto perde un tantino il suo fascino quando ogni volta che si prende il pullman, a ogni ora del giorno, è così stipato di gente da non riuscire quasi a salirci.
Quando in centro non potete entrare in un negozio con calma perché è sempre strapieno e bisogna farsi largo tra la folla.
O quando non è possibile spendere una cifra umana per un gelato, una pizza o una bottiglietta d’acqua: perché, si sa, nelle città turistiche le cose costano e Firenze è una delle città più care d’Europa da questo punto di vista!

Non parliamo poi di quando non si può avere il piacere di camminare tranquillamente in una strada in centro: l’esperienza di camminare in una strada del centro deserta, a Firenze, sono riuscita ad farla una volta sola, all’alba di un gelido primo di gennaio a metà degli anni 90!!
E a questi potrei aggiungere altri esempi, come il costo esorbitante degli affitti.. Non è esattamente l’immagine che i tanti registi anglosassoni innamorati di Firenze ne danno nei loro film, vero?!

 

Io mollo tutto e vado!

Comunque sia questo piccolo maligno pensiero vi sta sussurrando: come sarebbe bello vivere in Grecia!

E, se lasciato crescere, arriverà a farvi dire: lo farò, quando vado in pensione mi trasferisco in Grecia!..
Nei casi più estremi potrebbe arrivare a farvi dire: basta, mollo tutto, lascio il lavoro e vado a vivere in Grecia!! Lo faccio!

 

La pensione in Grecia

Partiamo dal gruppo più diffuso e, forse, più moderato: chi vuole andare a vivere in Grecia raggiunta la pensione.

L’anno scorso ho iniziato un corso serale di greco moderno.
(Sì, lo so, cosa studi greco moderno che parli inglese.. ma mi piace..).
Comunque.. tre quarti della classe del corso di greco era composta da gente che studiava la lingua per trasferirsi in Grecia una volta in pensione.

Perché? Essenzialmente per amore del posto e, in secondo luogo, perché lì con la loro pensione il tenore di vita sarebbe stato più alto, dato che il costo medio della vita in Grecia è più basso (soprattutto in inverno).

Nel mio viaggio in solitaria fatto a nelle isole Saroniche in Grecia, viaggio fatto a maggio del 2019, ho avuto modo di conoscere un signore che, raggiunta la pensione, si è trasferito da Milano a Spetses. Il motivo del suo trasferimento è stato dettato soprattutto da motivazioni economiche: il costo della vita è più basso a Spetses che a Milano e con la sua pensione in Grecia ha un tenore di vita più alto. Questa persona ormai vive nell’isola da quasi dieci anni e si è detto felice della scelta fatta.

Ho conosciuto però anche persone, sempre italiani, che hanno comprato una casa a Creta appunto “per la pensione”, forse spinti anche dall’entusiasmo del momento, e ora si trovano con un sacco di problemi sia a livello burocratico che economico.

 

Lavorare in Grecia

Nel corso dei miei viaggi in Grecia ho avuto poi modo anche di parlare con persone che, nel pieno della loro attività lavorativa, si sono trasferite in Grecia: ad alcuni è andata bene, ad altri meno.

In linea generale ci sono due tipi di persone che si trasferiscono in Grecia da giovani: chi apre un locale (ristorante, taverna, bar..) e chi ha un telelavoro.

Chi ha un telelavoro sceglie la Grecia per il basso costo della vita, oltre per amore del luogo stesso. Questo gruppo è più simile ai pensionati: si tratta di persone che hanno delle entrate più o meno sicure e potrebbero vivere dove desiderano nel mondo.

Ho personalmente conosciuto italiani che hanno aperto un ristorante in Grecia e l’attività ha avuto successo: la maggior parte di loro però non si è trasferita in Grecia stabilmente ma continua a fare avanti indietro dall’Italia.. perché in Italia ha altri locali! 
Eh, sì perché queste persone sono imprenditori navigati, gente che ha esperienza nel campo e, soprattutto, un capitale da investire, oltre alla possibilità economica di attutire il colpo se dovesse andare male.

Con buona pace di tutti i sognatori infatti, dobbiamo ricordare che aprire un locale in Grecia non è più come poteva essere negli anni 60.
Io ho conosciuto un signore inglese in un’isola delle Cicladi che vi era giunto nel corso di un viaggio hippie alla fine degli anni 60, quando di anni lui ne aveva poco più di 20: sbarcato nell’isola con l’intento di restarci solo qualche notte se ne era innamorato e aveva deciso di trasferirsi! Aveva venduto i mobili della sua camera da studente in Inghilterra e con il ricavato aveva aperto un locale sulla spiaggia.. locale che c’è ancora oggi, 60 anni dopo, e che lui, con la sua moglie greca e i figli (e i nipoti) gestisce tutt’ora.

Viaggiando in Grecia si possono sentire numerose storie come questa, ma va tenuto presente che oggi questo non è più possibile.
Per iniziare un’attività in Grecia oggi è necessario avere un capitale da investire.. un capitale vero, non 4 soldi di uno studente squattrinato! E comprendere che potrebbe anche andare male, molto male.

 

A proposito del trasferirsi in Grecia potete leggere l’intervista da me fatta a una signora olandese che si è trasferita a Egina, isola della Grecia del golfo di Saronico, nei primi anni 2000 e da allora vive e lavora lì. Trovate l’intervista tradotta in italiano qui.

 

Ascolta “Ep8 – Trasferirsi in Grecia” su Spreaker.

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